Sentenza della Corte di Cassazione n. RG 49242/2017: accoglimento del ricorso contro ordinanza di espulsione del Tribunale di Sorveglianza (26/10/2017)

Massima redatta dall’Avv Davide Zagni in relazione ad un caso trattato dall’Avv.Chiara Pernechele in collaborazione con l’Avv. Rosa Scarpino.

Secondo la Corte di Cassazione, in capo al Magistrato di sorveglianza vige l’obbligo di analizzare e accertare le questioni giuridiche in fatto e in diritto connesse alla domanda di asilo del destinatario dell’espulsione giudiziale, con l’effetto che, qualora emergesse un rischio concreto che lo stesso possa essere sottoposto a persecuzione, tortura o trattamenti inumani e degradanti in caso di rimpatrio forzato, il Giudice dovrà necessariamente provvedere alla revoca dell’espulsione e alla sua sostituzione con una misura diversa.

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Accoglimento del ricorso avverso il decreto di espulsione Prefettizia di un richiedente asilo proveniente dal Niger (27/11/2018)

Caso trattato dallo Studio Legale Avv. Maria Pia Rizzo e dall’Avv. Chiara Pernechele di Padova

Con il provvedimento in oggetto il Giudice di Pace di Venezia fa proprio l’orientamento giurisprudenziale secondo il quale, fino alla comunicazione della decisione della domanda di protezione internazionale, sebbene nella forma del riesame, nessun provvedimento espulsivo può essere legittimamente adottato nei confronti del richiedente asilo, quand’anche l’istanza sia stata presentata dopo l’emissione del provvedimento di espulsione (cfr Cass. VI civ. 19819/2018).

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Decreto 6352/2018: Status di rifugiato a cittadino nigeriano membro dell’ IPOB per il rischio di persecuzione per motivi politici in caso di rientro in Nigeria (16/11/2018)

Il Tribunale di Venezia, nella persona del Giudice Tania Vettore, ha riconosciuto lo status di rifugiato ad un cittadino nigeriano che aveva dimostrato di essere un membro del gruppo politico dell’IPOB (Indipendenza per il Popolo del Biafra). A causa della sua appartenenza all’IPOB e quindi ad un gruppo politico, il ricorrente, in caso di rientro in Nigeria, rischiava di essere sottoposto ad atti di persecuzione come arresti arbitrari e limitazioni alla libertà di associazione e di riunione.

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Decreto n. 5351/2018 Riconoscimento protezione umanitaria a cittadino del Bangladesh per la presenza di conflitti politici tra BPN e Awami League e per comprovata integrazione nel territorio italiano (08/10/2018)

Il Tribunale di Venezia, nella persona del Giudice Tania Vettore, ha riconosciuto la protezione umanitaria ad un cittadino del Bangladesh per la presenza di moderati conflitti politici nel Paese d’Origine (nello specifico i contrasti tra BNP e Awami League) e la situazione di totale povertà e di mancanza assoluta di mezzi nel Paese di Origine e la comprovata integrazione nel territorio italiano, della quale è stata data la prova con la produzione del contratto di lavoro di lunga durata.

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Riconoscimento protezione umanitaria a cittadino della Sierra Leone per generale instabilità e per il rischio di estrema vulnerabilità nel Paese d’origine (05/10/2018)

Il Tribunale di Venezia, nella persona del giudice Dott. Marta Cappelluti, ha riconosciuto la protezione umanitaria ad un cittadino della Sierra Leone poiché sussiste il fondato pericolo per la vita e l’incolumità personale del ricorrente in caso di rimpatrio in quanto “si troverebbe in una condizione di specifica estrema vulnerabilità.”.

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R.G.N. 5395/18 Riconoscimento della protezione sussidiaria a cittadino del Mali per rischio di trattamenti inumani o degradanti

Accoglimento totale della richiesta di protezione sussidiaria (Mali, regione di Kayes) per la sussistenza del pericolo di subire trattamenti inumani o degradanti in caso di ritorno nel Paese di Origine e per la credibilità e la corrispondenza del racconto alla situazione del Paese di Origine.

Il Tribunale di Venezia, dunque, nella persona della dott.ssa Tania Vettore, ha esaminato con estrema cura sia le dichiarazioni rese in Commissione che quelle rese in udienza dal ricorrente e, alla luce della coerenza del racconto e della corrispondenza con le condizioni del paese d’origine, ha ritenuto che l’istante abbia compiuto ogni sforzo per circostanziare la domanda e che la vicenda sia del tutto compatibile e coerente con  la situazione del paese di origine, dovendo ritenersi provati il rischio di morte se il richiedente tornasse in Mali e l’impossibilità di ottenere qualsivoglia tutela da parte delle autorità di Kayes.

Per i suddetti motivi, il Tribunale di Venezia ha ritenuto di accogliere totalmente la domanda di protezione sussidiaria in quanto sussiste un pericolo in capo al ricorrente di subire trattamenti inumani o degradanti qualora facesse ritorno nel proprio Paese.

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Amnesty International accusa i militari nigeriani di stragi di civili nei villaggi 

Amnesty international ha accusato i militari nigeriani di aver ucciso dozzine di civili nei villaggi affetti da attacchi di mandriani, sottolineando che  la risposta del Governo Federale alla violenza diffusa è totalmente inadeguata, lenta, inefficiente e, talvolta, illegale.

Gli interventi militari hanno l’obiettivo di placare gli scontri fra mandriani e contadini in diverse regioni della Nigeria (Adamawa, Benue, Taraba, Ondo e Kaduna States) ottenendo, però, come risultato 168 morti solo nel gennaio 2018.

Gli interventi governativi, spesso, invece di migliorare la situazione, provocano ancora più violenza, tensioni, vittime e distruzione.

In particolare, il Comitato di controllo dei diritti umani precisa che il 4 dicembre 2017 la Air Force nigeriana lanciato dei missili nella regione di Adamawa per vendicare il massacro di 51 membri della comunità, molti dei quali bambini.

Fonte: https://www.thisdaylive.com/index.php/2018/01/30/amnesty-international-accuses-military-of-killing-dozens-in-nigerian-villages/amp/