Pena Di Morte

La pena di morte, chiamata anche pena capitale, è l’uccisione di un individuo ordinata da un’autorità a titolo di sanzione penale. Purtroppo è ancora prevista in alcuni paesi del mondo. Infatti ci sono stati in cui è prevista per reati considerati gravi per l’ordinamento giuridico, come l’omicidio e alto tradimento; altri, invece, dove ritengono possibile la pena capitale anche per l’esecuzione di altri crimini violenti, come la rapina e lo stupro o legati al traffico di droga; in alcuni paesi è prevista perfino per reati di opinione come l’abbandono formale e volontario della propria religione e per orientamenti e comportamenti sessuali come l’omosessualità o l’incesto.

La pena di morte nel mondo:
██ Abolita per tutti i crimini
██ Riservata a circostanze eccezionali (come crimini commessi in tempo di guerra) 
██ Disapplicata da tempo
██ Utilizzata in via ordinaria

Più dei due terzi dei paesi del mondo ha abolito la pena di morte per legge o nella pratica.
Al 31 dicembre 2014 i paesi che hanno abolito la pena di morte per tutti i reati erano 98, 7 i paesi che l’hanno abolita solo per i reati comuni, 35 i paesi che l’hanno abolita nella pratica per un totale di 140 paesi che l’hanno abolita per legge o nella pratica. Mentre i paesi mantenitori sono 58.

I 140 paesi che hanno abolito la pena di morte per legge o nella pratica sono:
– Africa: Angola, Burundi, Capo Verde, Costa D’Avorio, Gabon, Gibuti, Guinea, Mauritius, Mozambico, Namibia, Ruanda, Sao Tomè e Principe, Senegal, Seychelles, Sudafrica, Togo;
– America del Nord: Canada, Costa Rica, Haiti, Honduras, Messico, Nicaragua, Panama, Repubblica Dominicana;
– America del Sud: Argentina, Bolivia, Colombia, Ecuador, Paraguay, Uruguay, Venezuela;
– Asia: Bhutan, Cambogia, Filippine, Kirghizistan, Nepal, Timor Este, Turchia, Turkmenistan, Uzbekistan;
– Europa: Albania, Andorra, Armenia, Austria, Azerbaijan, Belgio, Bosnia ed Erzegovina, Bulgaria, Cipro, Città del Vaticano, Croazia, Danimarca, Estonia, Finlandia, Francia, Georgia, Germania, Grecia, Irlanda, Islanda, Italia, Lettonia, Liechtenstein, Lituania, Lussemburgo, Maceodnia, Malta, Moldavia, Monaco, Montenegro, Norvegia, Nuova Zelanda, Paesi Bassi, Polonia, Portogallo, Regno Unito, Repubblica Ceca, Repubblica Slovacca, Romania, San Marino, Serbia, Slovenia, Spagna, SVezia, Svizzera, Ucraina, Ungheria;
– Oceania: Australia, Isole Cook, Isole Marshall, Isole Salomone, Kiribati, Micronesia, Niue, Palau, Samoa, Tuvalu, Vanuatu.

I 7 paesi che hanno abolito la pena di morte per reati comuni, ma che la mantengono per casi eccezionali quali, ad esempio, i reati commessi nei tempi di guerra sono:
– America del Nord: El Salvador;
– America del Sud: Brasile, Cile, Perù;
– Asia: Kazakhistan, Perù;
– Oceania: Figi.

I 35 paesi che mantengono in vigore la pena di morte, ma nei quali le esecuzioni non hanno luogo da almeno dieci anni oppure hanno introdotto delle moratorie sulle esecuzioni sono:
– Africa: Algeria, Benin, Burkina Faso, Camerun, Congo, Eritrea, Ghana, Kenya, Liberia, Madagascar, Malawi, Mali, Mauritania, Marocco, Niger, Repubblica Centrafricana, Sierra Leone, Swaziland, Tanzania, Tunisia, Zambia;
– America del Nord: Grenada;
– America del Sud: Suriname;
– Asia: Brunei, Corea del Sud, Laos, Maldive, Mongolia, Myanmar, Sri Lanka, Tagikistan;
– Oceania: Nauru, Papua Nuova Guinea, Tonga.

I 58 paesi che mantengono in vigore la pena di morte sono:
– Africa: Afghanistan, Botswanam, Ciad, Comore, Egitto, Etiopia, Gambia, Guinea, Guinea Equatoriale, Lesotho, Libia, Nigeria, Repubblica Democratica del Congo, Somalia, Sudan, Sudan del Sud, Uganda, Zimbabwe;
– America del Nord: Antigua e Barbuda, Bahamas, Barbados, Belize, Cuba, Guatemala, Giamaica, Repubblica Dominicana, Saint Kitts e Nevis, Saint Lucia, Saint Vincent e Grenadine, Stati Uniti d’America, Trinidad e Tobago;
– America del Sud: Guyana;
– Asia: Arabia Saudita, Autorità Palestinese, Bahrain, Cina, Corea del nord, Emirati Arabi Uniti, India, Indonesia, Iran, Iraq, Giappone, Giordana, Kuwait, Libano, Malesia, Oman, Pakistan, Qatar, Singapore, Siria, Taywan, Thailandia, Vietnam, Yemen;
– Europa: Bielorussia.

Nel 2014 gli stati hanno fatto ricorso alla pena di morte nel futile tentativo di contrastare criminalità, terrorismo e instabilità interna. Si è registrato un aumento delle condanne a morte, almeno 2466 (il 28 per cento in più rispetto al 2013), soprattutto a causa delle condanne di massa effettuate dall’Egitto e dalla Nigeria nel contesto del conflitto interno e dell’instabilità politica. Le esecuzioni registrate sono state 607, il 22 per cento in meno del 2013. Le esecuzioni hanno avuto luogo in 22 paesi, lo stesso numero del 2013.
I principali esecutori della pena di morte è la Cina, la quale ha messo a morte più persone rispetto al resto del mondo. Si ritiene che in quel paese ogni anno siano emesse ed eseguite migliaia di condanne a morte, il cui numero è però impossibile da determinare a causa del segreto di stato. Della lista dei cinque paesi principali esecutori di condanne a morte, fanno poi parte lIran (289 esecuzioni rese note dalle autorità e almeno 454 non riconosciute), l’Arabia Saudita (almeno 90 esecuzioni), l’Iraq (almeno 61) e gli Stati Uniti d’America (35).

Decapitazione, impiccagione, iniezione letale e fucilazione sono stati i metodi d’esecuzione impiegati nel 2014. Le esecuzioni pubbliche hanno avuto luogo in Arabia Saudita e Iran. I prigionieri sono stati messi a morte per tutta una serie di reati non di sangue, come quelli economici o quelli legati alla droga e le rapine, ma anche per atti che non dovrebbero essere neanche considerati reati, come “adulterio”, “blasfemia” e “stregoneria”. In molti paesi sono state usate vaghe definizioni di “reati” politici per mettere a morte reali o presunti dissidenti.

Panoramiche Generali

Gli Stati Uniti d’America hanno continuato a essere l’unico paese occidentale ad eseguire condanne a morte, anche se il numero è diminuito: da 39 esecuzioni nel 2013 a 35 nel 2014, a conferma del recente declino della pena di morte a livello nazionale. Le esecuzioni hanno avuto luogo in sette stati (erano stati nove nel 2013) e quattro di questi (Texas, Missouri, Florida e Oklahoma) sono stati responsabili dell’89 per cento delle esecuzioni. A febbraio 2014 lo stato di Washington ha introdotto una moratoria. Il numero complessivo delle condanne a morte nella regione è sceso da 95 nel 2013 a 77 nel 2014.

In Asia e nel Pacifico, nel 2014, vi sono stati sviluppi contrastanti in tema di pena capitale. Le esecuzioni sono state registrate in nove paesi, uno in meno rispetto al 2013, ma il Pakistan ha annullato la moratoria sulle esecuzioni di prigionieri civili. In tutta la regione, se si escludono Cina e Corea del Nord i cui dati è impossibile confermare, sono state eseguite 32 condanne a morte. L’Indonesia ha annunciato per il 2015 la ripresa delle esecuzioni, soprattutto nei confronti di trafficanti di droga. L’area del Pacifico ha proseguito a essere l’unica zona del mondo virtualmente libera dalla pena di morte, sebbene i governi di Papua Nuova Guinea e di Kiribati abbiano preso provvedimenti per, rispettivamente, riprendere le esecuzioni o introdurre la pena di morte.

In Africa Subsahariana si è assistito nel 2014 a significativi progressi, con 46 esecuzioni registrate in tre paesi (Guinea Equatoriale, Somalia e Sudan) rispetto alle 64 esecuzioni registrate in cinque paesi nel 2013, una diminuzione del 28 per cento. Il Madagascar ha fatto un passo avanti quando, il 10 dicembre 2014, l’Assemblea nazionale ha approvato una legge per l’abolizione della pena di morte. Perché diventi legge dello stato, il testo dev’essere ora firmato dal presidente.

In Europa e in Asia Centrale, la Bielorussia è l’unico paese della regione a eseguire condanne a morte, almeno tre esecuzioni hanno posto fine a un periodo di assenza di esecuzioni durato 24 mesi. Le esecuzioni sono avvenute in segreto e familiari e avvocati sono stati informati solo dopo.

In Medio Oriente e Africa del Nord, il massiccio uso della pena di morte ha continuato a essere estremamente preoccupante. Iran, Iraq e Arabia Saudita sono stati responsabili del 90 per cento delle esecuzioni registrate nella regione e del 72 per cento delle esecuzioni a livello globale (Cina esclusa). Le esecuzioni sono state registrate in otto paesi, due in più rispetto al 2013. Le condanne a morte sono state inflitte in 16 paesi, l’ampia maggioranza della regione. Il numero complessivo delle esecuzioni registrate nella regione è calato da 638 nel 2013 a 491 nel 2014. Questo numero non comprende le centinaia di esecuzioni avvenute in Iran e che non sono state ufficialmente riconosciute. Nel 2014, le autorità iraniane hanno riconosciuto 289 esecuzioni ma fonti credibili ne hanno segnalate altre 454, portando il totale a 743.

Situazione Italiana

Tranne che per il regicidio, l’altro tradimento e delitti commessi in tempo di guerra, la pena di morte in Italia fu abolita la prima volta durante il Regno d’Italia, nel 1889, nel codice penale opera del ministro liberale Giuseppe Zanardelli. Fu reintrodotta dal regime fascista con il codice Rocco nel 1930, poi abolita nel 1944 e ripristinata l’anno seguente; con l’avvento della Repubblica (1946) è stata espressamente vietata dalla costituzione del 1948, tranne i casi previsti da leggi di guerra. Solo nel 1994 venne abolita completamente anche nel codice penale militare di guerra e sostituita dalla pena massima prevista dall’ordinamento, ovvero l’ergastolo. Nel 2007 è stata espunta dalla Costituzione anche con riferimento alle leggi militari di guerra.


Sitografia
https://it.wikipedia.org/wiki/Pena_di_morte
http://www.amnesty.it/paesi-abolizionisti-e-mantenitori
http://www.amnesty.it/Pena-di-morte-nel-2014

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