AGGIORNAMENTO SITUAZIONE MALI dicembre 2015 – maggio 2016

  • 19 aprile 2016: villaggio di Abeibara, vicino a Kidal, 3 operatori del Comitato Internazionale della Croce rossa vengono dichiarati dispersi.
  • 18 aprile 2016: Kidal, nord-est del Mali, dimostrazioni contro le missioni di pace internazionali francesi e delle Nazioni Unite sono degenerano provocando almeno un morto e cinque feriti. Donne e giovani avevano manifestato contro le forze straniere presenti sul territorio accusandole di aver arrestato «arbitrariamente» civili e combattenti tuareg. Secondo fonti interne alla Minusma i manifestanti hanno chiesto la liberazione di tre Touareg arrestati dalle forze francesi dell’operazione Barkhane. I tre sarebbero legati al terrorismo e accusati dell’uccisione di tre soldati francesi causata dall’esplosione di una mina avvenuta lo scorso 12 aprile.
  • 8 aprile 2016: Bamako, viene arrestato il braccio destro degli organizzatori dell’attentato del 13 marzo avvenuto a Grand Bassam in Costa d’Avorio.
  • 22 marzo 2016: Bamako, alcuni uomini armati attaccano la base di addestramento dell’Unione Europea. Le guardie appostate all’ingresso hanno fatto fuoco uccidendo uno degli assalitori (fonti riferiscono che avrebbe avuto tre i 15 ed i 17 anni).
  • 11 febbraio 2016: Homori, alcuni uomini armati prendono d’assalto un posto di blocco provocando la morte di due persone.
  • 10 febbraio 2016: Mondoro, tre militari maliani perdono la vita a causa dell’esplosione di una mina al passaggio del loro veicolo.
  • 6 febbraio 2016: Kabara, un checkpoint dell’esercito, vicino all’aeroporto, viene preso d’assalto con razzi ed armi automatiche. Non si registrano vittime.
  • 6 febbraio 2016: Timbuktu, uomini armati non identificati irrompono con un veicolo fino all’ingresso della base Onu che si trova all’interno dell’ex Hotel Palmeraie, intorno alle 6:30 (ora locale) e lo fanno poi esplodere, secondo quanto raccontato da Olivier Salgado, portavoce della missione MINUSMA. Un numero imprecisato di assalitori si sono introdotti nella struttura, iniziando uno scontro a fuoco con le forze maliane e quelle ONU. Si parla di un bilancio iniziale di 5 vittime (un soldato maliano e 4 terroristi) e di almeno 6 feriti tra soldati e civili.
  • 19 gennaio 2016: Mopti, tre gendarmi maliani vengono uccisi da uomini armati non ancora identificati. Fonti dell’esercito sospettano del gruppo Fronte di liberazione Macina, composto in maggioranza da fulani, minoranza etnica predominante nella regione di Mopti, molto attivo nella regione.
  • 15 gennaio 2016: Ouagadougou, Burkina Faso, l’attacco terroristico, che aveva provocato la morte di 30 persone nell’Hotel Splendid e nell’adiacente bar-ristorante Cappuccino, viene rivendicato dal gruppo jihadista al-Mourabitoun, lo stesso che aveva rivendicato anche l’attentato all’Hotel Radisson di Bamako del 20 novembre.
  • 24 dicembre 2015: Kidal, un convoglio di rinforzi MNLA diretto verso il confine con l’Algeria cade in un’imboscata architettata dal gruppo terroristico Asnar Dine. Il bilancio delle vittime è di almeno 11 morti.
  • 23 dicembre 2015: Talahandak (regione di Kidal), alcuni militanti islamici attaccano un posto di blocco provocando morti e feriti (anche se non sono stati forniti dettagli in merito al numero delle vittime), tra cui anche alcuni militanti jihadisti appartenenti ad Asnar Dine.
  • 21 dicembre 2015: Bamako, il governo dichiara lo stato di emergenza a seguito di alcune minacce terroristiche da parte di gruppi jihadisti non ancora identificati. Due fonti della sicurezza avrebbero rivelato che negli ultimi giorni nuove minacce attendibili da parte gruppi jihadisti avrebbero incitato il governo al prolungamento dello stato d’emergenza. Uno di loro ha parlato in particolare di una riunione dei leader militanti islamici, avvenuta la settimana scorsa nella regione a nord di Kidal nelle regioni settentrionali del paese, della quale le forze di sicurezza sono venute a conoscenza e dalla quale sono emerse reali minacce terroristiche.
  • 19/20 dicembre 2015: regione di Menaka, le forze francesi in Mali neutralizzano dieci combattenti del gruppo islamista al-Mourabitoun nel corso di operazioni anti-terrorismo, sequestrando inoltre una grande quantità di armi ed esplosivo.
  • 14 dicembre 2015: Gao, il contingente olandese dell’ONU viene attaccato. Fortunatamente non si registrano né vittime né feriti.
  • 13 dicembre 2015: Niono (regione centrale di Segou), un soldato maliano viene ucciso a seguito di un’imboscata, mentre di altri due soldati si perdono le tracce.
  • 1 dicembre 2015: Bamako, l’ambasciata statunitense rimanda in patria tutto il personale non necessario, avvisando che la delegazione diplomatica sarà a disposizione degli americani solo ed esclusivamente per i servizi consolari di emergenza.
  • 28 novembre 2015: Kidal, alcuni razzi alle 4 di mattina colpiscono la base peacekeeping MINUSMA. Poco dopo inizia uno scontro a fuoco in cui perdono la vita 4 persone ed altre 20 rimangono ferite. In mattinata il gruppo islamista Asnar Dine rivendica l’attacco.

FONTI:


  • Il ritiro dei soldati maliani dalle regioni e città del nord ha provocato la ripresa delle ostilità, aumentando le tensioni tra i vari gruppi etnici e lasciando il territorio sprovvisto di autorità statali. Ciò ha provocato inoltre l’incremento di brigantaggio da parte di persone armate non identificate. Nel frattempo non vi sono stati molti progressi per la riforma della sicurezza e nemmeno un impegno al disarmo dei combattenti ribelli nel nord del paese.
  • Il nord del paese è lasciato in mano in parte a gruppi jihadisti ed in parte alle forze ribelli del movimento di liberazione MNLA, provocando una forte instabilità in tutta la zona. Dal 2013 al 2015 numerosi sono stati gli scontri tra i ribelli tuareg e le forze dell’esercito maliano, ma anche attacchi terroristici da parte di gruppi islamici nei confronti sia del movimento MNLA che delle forze armate MISUMNA e maliane.
  • Durante il 2014 HRW ha segnalato numerose violazioni dei diritti umani da parte delle forze armate maliane. Molti soldati sono coinvolti i casi di detenzione arbitraria, uso eccessivo della forza (soprattutto durante una dimostrazione a Kidal), molteplici esecuzioni sommarie (mirando soprattutto a uomini tuareg). La gerarchia militare ha compiuto solamente qualche sforzo per investigare e trattenere i soldati coinvolti in questi incidenti. Anche le forze di sicurezza sono indagate per atti di estorsione, tangenti ed in casi minori anche per stupro.

ALTRI LINK UTILI:

UNHCR 29 maggio 2015

http://www.unhcr.it/news/i-combattimenti-nel-nord-del-mali-costringono-migliaia-di-persone-a-lasciare-le-loro-case

“Secondo le autorità del Mali, la ripresa dei combattimenti tra gruppi armati nelle aree di Gao, Mopti e Timbuktu del nord del paese […] ha messo in fuga circa 57.000 persone. I nuovi sfollati vanno ad aggiungersi agli oltre 43.000 sfollati interni in tutto il paese che non hanno ancora fatto ritorno alle loro case da quando, nel 2012, è iniziato il conflitto tra le forze governative e vari gruppi ribelli. Il peggioramento delle condizioni di sicurezza ha luogo pochi giorni dopo la firma dell’accordo di pace di Algeri, firmato il 15 maggio a Bamako tra il governo e diversi gruppi armati. La regione di Timbuktu è la più colpita dai recenti movimenti di persone, con 53.196 nuovi sfollati registrati dalle autorità del Mali a partire dal 26 maggio. Inoltre, il governo ha anche segnalato lo spostamento di 2.350 persone nella regione di Gao e di 1.622 nella zona di Mopti. I team dell’UNHCR nel nord del Mali hanno riferito di alcuni nuovi sfollati che hanno raccontato di aver abbandonato i propri villaggi per paura della violenza o del reclutamento forzato da parte di gruppi armati. […]”.

Ricerca effettuata dalla dr. Laura Zannin

Per Perilmondo Onlus

Padova, 9 Maggio 2016

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