Costa d’Avorio: Scheda del Paese

Popolazione

19.737.800 ab. (2012) – 61 abitanti per k

CAPITALE: Yamoussoukro

Il paese è diviso in 19 regioni – Tra le città principali vi è Abidjan (capitale economica)

Gruppi etnici

62 gruppi etnici raggruppabili in 5 grandi gruppi:

  • Akan (42,1%)

  • Gur o Voltaici (tra i quali si trova il gruppo dei Senufo) (17,6%)

  • Kru (12,7%)

  • Mandé del Nord (16,5%)

  • Mandé del Sud (10%)

Il 25% della popolazione ivoriana è straniera (le seconde generazioni appartengono quasi tutte al gruppo etnico dei Voltaici o a quello dei Mandé del Nord). Si riscontra anche una presenza di cittadini francesi e libanesi.

Durante gli anni 90 Henri Konan Bédié conia il concetto di Ivoranité, dando vita ad una separazione tra cittadini che appartengono alla tradizione socio-culturale nazionale e quelli che ne sono estranei.

Lingue e religioni
  • Francese (70% della popolazione)

  • Altre lingue diffuse: Baulé, Dioula ed Agni

  • Divisione del paese tra il Nord musulmano ed il Sud cristiano

  • Cristiani (45,4% per la maggior parte cattolici)

  • Musulmani (38,6%)

  • Animisti (10%)

  • Atei (5%)

Sistema legislativo

In base alla Costituzione (1960), la Costa d’Avorio è una Repubblica Presidenziale. Il potere esecutivo è affidato al Presidente della Repubblica che, eletto per 5 anni a suffragio universale diretto, è affiancato da un Consiglio dei Ministri da esso nominato.

Il potere legislativo spetta all’Assemblea Nazionale, composta da 225 membri eletti anch’essi ogni 5 anni tramite suffragio universale.

Fino a maggio del 1990 il paese era stato governato da un regime monopartitico, in seguito è stato afflitto da una guerra civile fino al 2007.

Sistema giudiziario

Il sistema giudiziario della Costa d’Avorio comprende una Corte Suprema come massimo grado di giudizio. La Corte Suprema è composta da 4 sezioni: costituzionale, giudiziaria, amministrativa e dei conti. Quindi troviamo 2 Corti d’appello e Tribunali di prima istanza. La pena di morte è stata abolita nel 2002.

Sistema militare

Prima del 2003 le forze militari del Paese erano composte dalle tre armi tradizionali e da forze paramilitari; il servizio militare veniva effettuato su base selettiva e la ferma era semestrale. Da quella data il quadro è del tutto stravolto, dal momento che sul territorio è presente una missione di pace ONU, affiancata da un contingente militare francese.

Istruzione

Nella Costa d’Avorio l’istruzione, gratuita a tutti i livelli, è obbligatoria dai 7 ai 13 anni. L’insegnamento primario dura 6 anni, mentre quello secondario 7 anni e si articola in due cicli rispettivamente di 4 e 3 anni. Nel 2006 la percentuale di adulti analfabeti era del 51,3%. L’istruzione superiore viene impartita nelle università di Abidjan, Yamoussoukro e Bouaké.

Storia e Politica del Paese

Indipendenza nel 1960: il primo presidente è Houphouët-Boigny (Partito Democratico della Costa d’Avorio -PDCI- alleato del partito comunista francese). Il suo governo verrà definito come autoritarismo paternalista. Alla sua morte, nel 1993, verrà sostituito da Henri Konan Bédié, il quale nel 1995 verrà rieletto in uno scrutinio boicottato dall’opposizione, poichè gli stranieri residenti e i cittadini con un genitore straniero non erano stati ammessi al voto.

Nel 1999: colpo di stato, guidato dal gen. Robert Guéi. Guéi assume la presidenza ad interim. Alle elezioni del 2000 l’astensione supera il 60%; quando lo spoglio sembra dare come vincitore Laurent Gbagbo, candidato del Fronte Popolare Ivoriano (FPI), Guéi si autoproclama presidente, ma è costretto alla fuga in Benin dalle manifestazioni popolari. Gbagbo è proclamato presidente, ma l’opposizione chiede la ripetizione delle elezioni. La battaglia politica scatena la furia anti-nordista: nel sud sono incendiate moschee e 500 musulmani del nord sono massacrati dai militanti dell’FPI, appoggiati dall’esercito e dalla polizia. A dicembre dello stesso anno il partito del presidente emerge come maggioritario alle elezioni parlamentari, ma solo un mese dopo vi è un tentativo di golpe.

Ne susseguono anni di instabilità politica. Nel 2002, ad esempio, scoppia la rivolta militare ad Abidjan (il ministro degli interni, Émile Doga Doudou, e l’ex presidente Guéi sono uccisi). I ribelli del Movimento patriottico della Costa d’Avorio controllano il nord e, dopo una breve tregua, a dicembre dello stesso anno si hanno nuovi scontri armati, in particolare per la conquista della città di Daloa. I gruppi di ribelli occupano alcune città nell’ovest provocando come risultato 600mila  sfollati. Nel 2004 diventa necessario l’intervento delle forze ONU e l’embargo di tutte le armi.

A marzo del 2007, con la mediazione del Burkina Faso, governo e ribelli delle Forze Nuove firmano un accordo per la condivisione dei poteri. Guillaume Soro è nominato primo ministro e ad aprile si dichiara finita la guerra tra il governo e i ribelli del nord, anche se gli operatori umanitari riportano una recrudescenza delle violenze. A giugno il primo ministro Soro sfugge a un attentato missilistico al suo aereo. L’ONU decreta di prolungare le sanzioni per un altro anno e a gennaio 2008 le Nazioni Unite rinnovano il mandato delle forze di pace (8.000 persone) di 6 mesi per garantire lo svolgimento delle elezioni a metà anno.

Fino ad oggi sussistono instabilità interne al paese. A dicembre 2015 undici persone, tra cui sette soldati, sono morte in scontri a fuoco dopo essere stati attaccati da circa 15 uomini armati non identificati in due campi militari in Costa d’Avorio, vicino al confine con la Liberia, precisamente a Olodjo, nella regione di Grabo.

Fonti:

Annunci