Guerra in Mali

La guerra in Mali è iniziata in seguito al Colpo di Stato nel marzo 2012 e dell’offensiva da parte del Movimento Nazionale di Liberazione dell’Azawad (MLNA), composto in prevalenza da Tuareg, e degli islamici nel dicembre 2012.

BACKGROUND
Per decenni, prima delle ribellioni del 2012, i leader politici del popolo Tuareg hanno affermato che il loro popolo fosse emarginato e che fosse impoverito sia in Mali sia in Niger a causa dei progetti minerari che avevano danneggiato importanti zone pastorizie utilizzate da questo popolo. Questioni come il cambiamento climatico e una sempre maggiore modernizzazione nelle zone settentrionali del Mali causavano molta tensione tra il popolo Tuareg e il governo del Mali. Di conseguenza a ciò, i gruppi separatisti Tuareg organizzarono delle ribellioni nel 1990 e nel 2007 senza, però, alcun successo.

CORSO DEL CONFLITTO
I primi attacchi hanno avuto luogo a Mènaka il 16 e il 17 gennaio 2012, portando alla morte di due soldati maliani e un ribelle. Il 17 gennaio 2012 ci furono ulteriori attacchi nei comuni rurali di Aguelhok e Tessalit.
Il 21 gennaio 2012 i ribelli tesero un’imboscata ad un convoglio maliano che portava rinforzi da parte dell’esercito e armi alla guarnigione da poco liberata di Aguelhok durante la quale morirono tra i 50 e i 101 soldati maliani tra cui diversi capitani.
Il 24 gennaio 2012 i ribelli ripresero Aguelhok dopo che l’esercito del Mali esaurì le munizioni. Il giorno dopo il governo del Mali ancora una volta riconquistò il comune rurale in cui morirono in tutto 153 soldati maliani e 35 ribelli.
Il 26 gennaio i ribelli attaccarono e presero il controllo delle città, nel Mali settentrionale, di Andéramboukane e Léré dopo diversi scontri con i militari.

Ai primi di febbraio 2012, si svolsero dei colloqui tra il ministro degli Esteri del Mali e un gruppo di ribelli Tuareg per trovare un accordo. L’accordo consisteva in un cessate il fuoco e nell’apertura di un dialogo tra le due parti. Tuttavia il MNLA lo respinse.
L’1 febbraio 2012, il MNLA prese il controllo della città di Menaka. Tutta la violenza presente nel nord del Paese portò a proteste anti-ribellione a Bamako, capitale del Mali.
L’8 febbraio 2012, il MNLA prese la città di Tinzawatène di confine tra il Mali e l’Algeria, costringendo i soldati maliani a fuggire in Algeria.
Il 23 febbraio 2012, Medici Senza Frontiere hanno dichiarato che una ragazza era stata uccisa e altre dieci donne e bambini erano stati feriti quando le forze aeree del Mali hanno bombardato un campo per sfollati nel nord. Il MNLA ha ripetutamente accusato il governo del Mali di bombardamenti indiscriminati da parte di elicotteri.

Il 4 marzo 2012, ci fu un nuovo scontro nei pressi della città precedentemente in mano ai ribelli di Tessalit e l’11 marzo 2012 il MNLA la riprese. Ha inoltre annunciato di aver catturato diversi soldati e preso possesso delle loro armi e dei loro veicoli blindati.
Il quotidiano francese Libération ha riferito che i ribelli controllavano un terzo del Mali.

Il colpo di stato, quindi, fu preceduto da settimane di proteste a causa della cattiva gestione del governo e della ribellione in corso nel nord della nazione. I soldati avevano chiesto più armi e risorse per sostenere la guerra contro i ribelli Tuareg, insoddisfatti di quello che percepivano e della mancanza di sostegno governativo. L’intenzione di Amadou Toumani Touré, presidente del Mali, sarebbe stata quella di lasciare l’incarico alla scadenza del suo mandato, dopo le elezioni presidenziali nel mese di aprile.
Per disinnescare una protesta prevista per il 22 marzo 2012 contro la cattiva gestione del conflitto contro i ribelli Tuareg nel nord della nazione, il giorno precedente, il ministro della difesa, il generale Sadio Gassama, fu inviato al campo militare di Kati. Al suo arrivo venne accolto con fischi e lanci di pietre contro la sua auto. A quel punto le sue guardie del corpo spararono in aria diversi colpi di avvertimento. I soldati allora assaltarono le riserve di munizioni presenti nel campo, azione che causò il ferimento di due soldati.
Più tardi, alcuni veicoli blindati isolarono il palazzo presidenziale e la televisione di Stato del Mali fu teatro di una sparatoria le cui raffiche vennero udite da diversi giornalisti presenti in zona.
Successivamente i soldati bloccarono la strada che porta ad entrambi gli edifici.
Al mattino del 22 marzo 2012, Amadou Konare apparve alla televisione di Stato dichiarandosi come portavoce del Comitato Nazionale per il ripristino della democrazia e dello Stato (CNRDR), apparentemente formato da soldati ribelli. Konare dichiarò che i soldati ribelli avevano preso il potere sostituendo il regime incapace di Touré affermando che sarebbe stato opportuno consegnare la presidenza ad un nuovo governo democraticamente eletto.
Più tardi, il capitano Amadou Sanogo, identificato come presidente del CNRDR, apparve in televisione per annunciare il coprifuoco immediato fino a nuovo ordine. Inoltre esortò la popolazione alla calma, condannando qualsiasi azione di saccheggio.
Successivamente i ribelli riuscirono a identificare il luogo in cui era nascosto Touré. Un ufficiale militare rimasto fedele al presidente ha affermato che era in buona salute e che sia il ministro degli interni che il ministro della difesa erano al sicuro. Nel corso della giornata venne rivelato che il presidente Touré aveva cercato di fuggire presso una base militare segreta presidiata da soldati a lui fedeli. Il leader dei ribelli, alla televisione di Stato, disse inoltre che i confini della Nazione erano stati momentaneamente chiusi, facendo appello alla calma.
Nel corso della giornata, i soldati ribelli iniziarono a saccheggiare il Palazzo Presidenziale, rubando diversi oggetti, televisori e altri beni, mentre il loro leader li esortò a fermare gli incendi “celebrativi”, responsabili nella capitale di almeno venti feriti.
Il 12 aprile 2012 la giunta militare nominò presidente del Mali il presidente dell’Assemblea nazionale Dioncounda Traoré, con l’approvazione della Comunità economica degli Stati dell’Africa occidentale (ECOWAS) fino allo svolgimento di nuove elezioni.

Entro l’aprile 2012, il crollo del potere statale nel nord del Mali aveva permesso ad un movimento Tuareg laico e separatista, il Movimento Nazionale di Liberazione dell’Azawad (MNLA), di conquistare il controllo delle principali città e di dichiarare unilateralmente l’indipendenza dell’Azawad, non riconosciuto da nessun’altra nazione.
Il sogno di un Azawad indipendente durò tuttavia meno di due mesi, quando i combattenti MNLA furono espulsi dal potere da tre gruppi islamisti: Ansar Dine, MUJAO (Movimento per l’Unicità e il Jihad nell’Africa Occidentale), e al-Qaeda nel Maghreb Islamico (AQIM). Questi movimenti tentarono di introdurre un governo basato su una rigorosa interpretazione della Sharia nelle zone da loro controllate, arrivando al punto di imporre tali sanzioni come tagliare le mani per le accuse di furto, imporre alle donne di indossare l’hijab in pubblico e separare i ragazzi e le ragazze a scuola. Dal dicembre 2012 sono ripresi gli scontri dei gruppi islamisti contro le forze armate del Mali. I ribelli hanno iniziato ad invadere il sud del Mali, espugnando una città centrale, Konna, e minacciando da vicino la stessa capitale, Bamako.

https://en.wikipedia.org/wiki/Tuareg_rebellion_(2012)

https://it.wikipedia.org/wiki/Guerra_in_Mali

SITUAZIONE ATTUALE
Il Mali affronta notevoli sfide alla sicurezza a causa della presenza nel Nord di estremisti e gruppi militanti. Il rischio di attacchi in tutto il Paese rimane. Nonostante il fatto che gli estremisti e i militanti violenti siano stati per la maggior parte cacciati da Gao e da Timbuctù, essi continuano a condurre attacchi mirati alle forze di sicurezza del Mali. Inoltre i vari gruppi terroristici invitano i loro componenti ad effettuare ulteriori aggressioni o rapimenti di occidentali.

Il 20 febbraio 2015 il governo del Mali ha firmato un accordo di cessate il fuoco con i ribelli nel tentativo di fermare il conflitto nel nord del Paese. L’accordo è stato firmato ad Algeri, dove il 16 febbraio erano cominciati i colloqui di pace promossi dalle Nazione Unite.
Il 16 marzo 2015 i ribelli hanno rifiutato l’accordo di pace firmato dal governo ad Algeri in quanto le loro richieste non erano soddisfatte.
Il 5 maggio 2015 ci sono stati diversi attacchi in Mali andando a violare la tregua firmata a febbraio. I miliziani appartenenti al MNLA e ad altri gruppi del Coordinamento dei movimenti dell’Azawad (CMA),hanno attaccato la località del Tènènkou nel centro del Paese.
Il 15 maggio 2015 i rappresentanti del governo del Mali e di numerose fazioni ribelli hanno firmato a Bamako un accordo di pace che era stato raggiunto il giorno prima. All’appello mancavano tuttavia i componenti della ribellione tuareg, ovvero MLNA, l’alto consiglio per l’unità dell’Azawad (HCUA) e il movimento arabo dell’Azawad (MAA) che vorrebbero che l’accordo fosse sottoposto ad ulteriori discussioni.
Il 20 giugno 2015 anche i ribelli tuareg hanno firmato l’accordo di pace. La mancata adesione dei rappresentanti della Coalizione dei movimenti dell’Azawad (Cma) indeboliva notevolmente l’intesa, che era stata negoziata per mesi e ufficializzata il 15 maggio a Bamako dal governo e da alcuni gruppi armati attivi nel nord del Mali e più vicini all’esecutivo.
L’accordo prevede:

  • La creazione di assemblee regionali, elette a suffragio universale diretto, dotate di alcuni poteri delegati dal governo centrale;
  • Non sarà concessa né autonomia né federalismo al territorio del nord, come chiedevano i gruppi ribelli;
  • Tra le concessioni fatte ai ribelli ci sono l’inclusione dei combattenti in una forza di sicurezza per il nord e una migliore rappresentanza nelle istituzioni;
  • Le milizie vicine al governo, riunite nella cosiddetta Piattaforma, si ritireranno dalla città di Menaka;
  • Il governo cancellerà i mandati di arresto per quindici leader della Cma;
  • Saranno realizzati nuovi programmi per la sicurezza e lo sviluppo della regione dell’Azawad.

Nonostante questo accordo, hanno continuato ad esserci attacchi da parte dei ribelli nel Paese, andando a sottolineare ulteriormente la difficoltà nel riuscire a rispettare la tregua.
Il 25 settembre 2015 i responsabili CMA hanno promesso al Presidente di fare “tutto il possibile” per evitare nuovi scontri sul terreno. La situazione, nel nord del Mali, resta comunque tesa.
L’insicurezza ha inoltre portato ad un rinvio ad data da destinarsi delle elezioni locali previste nel nord del Mali per il 25 ottobre: si tratta del quarto slittamento del voto, che avrebbe dovuto riportare alla normalità la situazione politica nella regione.

http://www.internazionale.it/tag/paesi/mali

http://travel.state.gov/content/passports/en/alertswarnings/mali-travel-warning.html

http://www.nigrizia.it/notizia/mali-impegno-dei-gruppi-armati-a-rispettare-la-tregua

 

 

 

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