Guinea Bissau: Scheda Paese

Guinea Bissau

  • Ex colonia portoghese (confina con il Senegal e la Guinea)
  • Prevalenza di insediamenti rurali / Principali città: Bissau (capitale), Bolama, Bafatà, Mandina do Boé
  • Etnie: fula, mandika (mandingo), balanta, papel, najaco, mannaca – metiços = mulatti 1%popolazione totale
  • Lingue: 90% lingue etniche, la più diffusa e il KIROL (creolo), lingua ufficiale PORTOGHESE, è insegnato anche il francese in alcune scuole (la Guinea Bissau fa parte dell’ Organizzazione Internazionale della Francofonia)
  • Religioni: 45% animisti, 40% mussulmani (soprattutto le popolazioni fula e mandingo), 15% cristiani (cattolici), in alcune regioni vige ancora un sistema matriarcale con sacerdotesse a capo della comunità (tuttavia rare eccezioni)
  • Membro internazionale: CEDAEO, OCI, ONU, UA, WTO, associato UE
  • Situazione politica: Stato instabile, molti anni di guerra civile, le milizie hanno molta influenza e potere nel paese, PAIGC partito principale dotato di una propria forza militare
  • NO università, NO infrastrutture, NO rete ferroviaria, 1 unico aeroporto nella capitale (Bissau) intitolato all’ex presidente Vieira
  • Economia: basata sull’export ANACARDI (nelle zone costiere raccolta ostriche e coltivazione riso), 920 milioni di debito nei confronti del FMI, la Guinea Bissau è nota per essere un NARCO-STATO
  • Non esiste l’estradizione

Situazione politica ed avvenimenti recenti:

  • Indipendenza nel 1973, ma prime elezioni multipartitiche solo nel 1994 (Presidente Vieira)
  • Nel 1998 scoppia la guerra civile (colpo di stato militare) -> Instabilità fino 2004, dopodiché un susseguirsi di elezioni
  • Nel 2006 scontri a fuoco con i separatisti senegalesi “Casamance”
  • Nel 2009 viene ucciso Vieira -> le forze militari controllano “ufficiosamente” il paese
  • Nel 2012 colpo di stato da parte dei militari, instabilità politica e guerra civile per due anni TUTTAVIA sottomissione forze armate alla volontà del paese -> inizio riforma esercito (trasformazione in un esercito repubblicano) e riforma sicurezza
  • Dal 2014 il presidente è José Mario Vaz, esponente del PAIGC (Partido Africano da Independência da Guiné e Cabo Verde)
  • Durante la campagna elettorale per l’elezione del primo ministro si sono riscontrati diversi casi di violenza tra le milizie ed i rappresentanti delle diverse fazioni (sia del maggior partito di opposizione, il PRS, che del PAIGC) -> nessuna investigazione / viene eletto Pereira
  • Agosto 2015 il primo ministro Domingos Pereira viene destituito dal Presidente, ma la scelta non viene condivisa da una parte del PAIGC
  • A settembre viene istituito un nuovo governo con a capo Baciro Dja, ma dopo poco è costretto a dare le dimissioni, viene accusato di tradimento e la sua elezione a primo ministro viene definita incostituzionale
  • “Crisi politico-personale” da parte del Presidente Vaz (le milizie non vengono coinvolte)
  • Sempre a settembre 2015 “MARCH FOR PEACE”, manifestazione a Bissau per richiedere maggior dialogo politico e trasparenza (non si riscontra l’uso della forza per placare la folla, i giornali riportano di una manifestazione pacifista)
  • A fine settembre viene incarcerato l’ex capo dell’esercito Zamora Induta per tentato golpe
  • Ad ottobre viene costituito un nuovo governo, primo ministro Carlos Correta PAIGC

Altre notizie importanti:

  • La maggior parte della cocaina proveniente dall’America Latina e diretta in Europa passa per la Guinea Bissau. Il paese è definito un narco-stato, poiché, a differenza degli altri paesi conosciuti per il narco-traffico, non è interessata una singola regione/zona, bensì l’intero paese. La geografia facilita questo traffico (molti isolotti disabitati e paludosi lungo tutta la costa del paese), coadiuvato da un elevato tasso di corruzione. Assieme al traffico di cocaina si riporta negli ultimi 20anni un incremento anche del traffico di armi. Ultimamente lo stato ha collaborato con gli jihadisti per trasportare la droga in Europa attraverso il Mali (anche se dopo i bombardamenti francesi la rotta sembra essersi modificata)
  • UN HR Expert 2015: si denotano serie disfunzionalità del sistema giudiziario, quali indipendenza, corruzione e impunità. Esiste la Corte Suprema di Giustizia con sede a Bissau, ma nel resto del paese c’è una forte assenza di tribunali.
  • Nel 2015 è partito un nuovo piano di sviluppo tra Guinea Bissau e Gambia per incrementare il benessere economico di entrambi i paesi
  • Caso dell’ ISOLA DI BABAQUE: nell’isola lavorano solamente donne nella ricerca delle ostriche (anche se quasi nessuna sa nuotare e con l’alata marea molte annegano) e nella coltivazione del riso. Nell’isola (come nella maggior parte del paese) non esiste l’elettricità, quindi non solo c’è il rischio di non vendere i prodotti, ma anche quelli non venduti rischiano di andare a male e quindi non essere neppure utilizzati per il sostentamento delle famiglie. Alcune ragazze tuttavia hanno avuto accesso all’istruzione superiore grazie ad associazioni presenti nel territorio.
  • La Guinea Bissau ha ratificato la CEDAW nel 1985 (ed il relativo protocollo opzionale nel 2009) ed è membro della Carta Africana per i diritti dell’uomo e dei popoli dal 2008, tuttavia trattandosi di convenzioni prive di law enforcement discriminazioni e violenza continuano, soprattutto nei confronti delle donne. Più in dettaglio: il marito è l’unico capo-famiglia, la moglie non può quindi iniziare nessuna attività produttiva/lavoro senza il consenso del marito; esistono ancora il matrimonio minorile forzato e la poligamia; si riportano numerosi casi di violenza domestica (esiste una legge contro la violenza domestica, ma non è mai entrata in vigore); esiste nel paese la pratica della mutilazione genitale femminile. Ostacoli all’emancipazione della donna possono riscontrarsi inoltre nelle difficoltà di accesso all’educazione, al sistema sanitario, agli organi di giustizia e nella sotto-rappresentazione politica/comunitaria. L’ineguaglianza di genere e la discriminazione ovviamente sono i maggiori fattori per l’incremento della povertà. Inoltre lo stato ha un alto tasso di mortalità infantile dovuto proprio al fatto che il 60% delle donne incinte non ricevono cure prenatali. Dall’agosto 2015 tuttavia il nuovo governo (per quanto instabile) ha introdotto un nuovo sistema sanitario che prevede cure mediche gratuite per i bambini sotto i 5 anni, le donne incinte e gli anziani (tuttavia è ragionevole dubitare dell’effettiva efficacia di tale disposizione data l’instabilità economica e politica del paese, la mancanza di infrastrutture e di vie di comunicazione)
  • Il paese è stato colpito dall’epidemia di malaria – soprattutto i bambini – (l’UNDP ha fornito nel 2014 i vaccini per debellare la malattia e nel 2015 ha iniziato i test di verifica, trattamento e controllo della malaria). La Guinea Bissau è uno stato in cui è ancora presente la tubercolosi ed un elevato tasso di persone affette da AIDS.
  • Human Development Index Guinea Bissau nel 2012: 0, 36 -> “low human development category”. In dettaglio: speranze di vita media alla nascita 48 anni, aspettativa di 9,5 anni scolatici (per bambini), 2 anni scolastici in media per adulti, Pil pro capite 1 dollaro circa.
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