Sistema giuridico e diritto successorio in Nigeria

Il sistema giuridico nigeriano è basato sulla tradizione legale della Common Law britannica in virtù della colonizzazione ed incidenza di recezione della legge inglese attraverso il processo di trasferimento legale. Perciò la Common Law ha avuto una forte influenza sul sistema giuridico del Paese e la legge Britannica forma una parte sostanziale della legge nigeriana.

Le fonti del sistema giuridico nigeriano sono:

  • ­ La costituzione
  • ­ La legislazione
  • ­ La legge britannica
  • ­ La consuetudine
  • ­ La legge islamica
  • ­ I precedenti giudiziari

Le leggi consuetudinarie sono essenzialmente divise in due categorie:

1. ETNICHE/NON­MUSULMANE

2. LEGGI MUSULMANE/SHARIA (nel nord del paese amministrata in un sistema separato e distinto dalle leggi consuetudinarie).

Per quanto riguarda le leggi consuetudinarie etniche, queste si applicano a membri di differenti gruppi etnici. La Nigeria è composta da una moltitudine di gruppi etnici, ognuno con la propria varietà di usi e costumi. La legge consuetudinaria è un sistema di leggi che riflettono la cultura, i costumi e le abitudini di un popolo le cui attività vengono regolate da essa. Le consuetudini sono particolarmente predominanti nelle aree delle relazioni personali e della famiglia, come il matrimonio, il divorzio, la custodia dei bambini e il diritto successorio. Naturalmente bisogna dare per assodato che esistono differenze nelle consuetudini tra i differenti gruppi etnici. Persino all’interno dello stesso gruppo di appartenenza si possono trovare delle sfumature diverse. Per esempio, le tradizioni per il matrimonio e le regole per l’eredità degli Igbo nel sud­-est della Nigeria sono differenti da quelle degli Yoruba nel sud-­ovest.

Le leggi consuetudinarie etniche sono spesso non scritte, incerte e difficili da verificare come è nella loro natura e come è nel nostro Occidente. La consuetudine, come strumento di legge, è spesso imposta nelle Corti Consuetudinarie, le Corti che si trovano al più basso livello di gerarchia fra le Corti, le quali nella maggior parte dei casi sono presiedute da personale non qualificato legalmente. Tuttavia anche le Corti Maggiori permettono ugualmente di applicare l’osservanza delle leggi consuetudinarie. Si deve sottolineare inoltre che la mole di casi nella Lista delle Cause delle Corti Consuetudinarie,specialmente nel sud­-ovest della Nigeria, si riferiscono soprattutto alla dissoluzione dei matrimoni tradizionali.

REGOLE GENERALE DI SUCCESSIONE

Primogenitura e ultimogenitura

In generale la legge consuetudinaria afferma che nel caso in cui il proprietario terriero muoia senza aver lasciato un testamento, tutto ciò che lui ha acquisito viene devoluto ai figli come proprietà di famiglia. Il capo famiglia è solitamente il figlio maggiore del deceduto, che occuperà la casa di famiglia quale amministratore fiduciario degli altri figli. Tuttavia la regola differisce in alcune località. Per esempio, nelle comunità Bini e Onitcha, la proprietà del defunto viene devoluta esclusivamente al figlio maggiore, in accordo con la regola della primogenitura, la quale afferma che è previsto che il figlio maggiore si occupi dei figli più piccoli.

Tra i Markis, gruppo dei Verbe del nord della Nigeria, si applica la regola dell’ultimo genitura, dove l’eredità spetta al figlio più giovane,vietandone la devoluzione agli altri eredi del deceduto.

Primogenitura ed ultimo genitura sono identificabili come “probabile soluzione ai problemi di frammentazione della proprietà terriera”, che ha impedito lo sviluppo su larga scala dell’agricoltura e dell’economia.

Il diritto del primogenito di succedere al padre nella conduzione della famiglia è automatico e si manifesta come regola di anzianità. Solo il Padre, quale possessore e creatore della proprietà della famiglia, può privare il figlio maggiore di questo diritto, con una valida direttiva, allo lo scopo di assicurare che gli affari di famiglia vengano amministrati da una persona qualificata, e quindi con la giusta intelligenza ed educazione per farlo. In assenza di tali direttive del padre, il diritto del figlio maggiore non può essere tolto senza il suo consenso. Tale disposizione, come qualsiasi disposizione legislativa che non abbia valore Costituzionale, è comunque soggetta ad essere abrogata o modificata a seguito di un cambiamento dei costumi in particolare in quei Paesi influenzati dal mondo anglosassone che non è dotato comunque di una Costituzione Rigida.

LA LEGGE CONSUETUDINARIA DI SUCCESSIONE PER IL GRUPPO ETNICO IGBO

I membri del gruppo etnico degli Igbo (conosciuti anche come Ibo) vivono per lo più nella parte del sud­est della Nigeria e costituiscono il 18% dellapopolazione dell’intero Paese. La popolazione appartenente all’etnia Igbo si dice essere naturalmente dotata per il commercio, tanto che esiste in Nigeria ildetto “ndi igbo anaghi azu ahia uru n’adighi”, che significa che nessuna persona Igbo si impegna in un business che non offre prospettive di guadagno o di vincita. A parte il governo, che regola l’intera economia del paese, gli Igbo controllano le attività commerciali, tanto che è largamente riconosciuto che essi siano un’etnia prosperosa. Molti uomini e donne Igbo infatti vivono nell’opulenza ed hanno molti soldi e proprietà, ciò presuppone che in caso di morte di qualcuno appartenente agli Igbo ci sia sempre un importante lascito. La maggior parte delle persone Igbo sono riluttanti a scrivere il proprio testamento in forma scritta, in modo tale da conoscere come vorrebbero che le proprietà fossero distribuite tra gli eredi. Non considerano il testamento qualcosa di serio ed importante, ma come qualcosa che gli ricorda che un giorno dovranno morire e nulla più.

L’“Ike Ekpe” è una dichiarazione orale, talvolta scritta, dei desideri di un uomo che devono essere attuati dopo la sua morte per quelli che rimangono in vita. La maggior parte dei legatari si attengono a tali dichiarazioni e si battono affinché siano strettamente implementate, poiché è credenza comune che se gli eredi non vi si attengono, lo spirito della persona morta gli perseguiterà. Tuttavia, alcuni non si sentono legati ed obbligati a rispettare le volontà del defunto, e spesso affermano che l’uomo morto ha dichiarato le sue volontà prima della sua morte, ma coloro che sono vivi possono cambiarle “onye nwuru anwu kee epee, ndi di ndu ekegharia ya”.

Le tradizioni degli Igbo classificano la proprietà in 3 differenti categorie:

1. Terra;

2. Alberi e piante con valore commerciale;

3. Proprietà mobile – come cose per la casa, animali, soldi e debiti (IBO PROPERTY LAW 1963).

Le regole per l’eredità sembrano essere largamente a favore della progenie maschile su quella femminile del defunto. La vedova solitamente non eredita nulla (essendo considerata proprietà del defunto o inadatta ad amministrare i beni del marito), tuttavia le può essere concesso di rimanere in casa e continuare a lavorare la terra. Secondo il principio della primogenitura, la successione si trasmette al primo figlio maschio della famiglia, chiamato Okpala, Diokpala oppure Diokpa. L’eredità viene quindi lasciata, sia in caso di famiglia nucleare che di famiglia estesa, al figlio maggiore del defunto, indipendentemente dal fatto che possa essere il più piccolo in ordine d’età rispetto agli altri membri della famiglia. La regola della primogenitura non è esclusiva tra gli Igbo, poiché le leggi consuetudinarie sono dinamiche. Lo status di Okpala può essere acquisito quindi per nascita o successivamente. Alla morte del fondatore della famiglia, il primogenito gli succede come capo famiglia ed è autorizzato all’uso della proprietà. Gode quindi dei beni del defunto durante tutta la sua vita ad esclusione degli altri fratelli, nonché ha diritto a risiedere nella dimora del padre. Tuttavia è soggetto ad accordi richiesti dalla sua famiglia, ad esempio può permettere ai fratelli e sorelle più giovani di vivere con lui. È inoltre autorizzato ad utilizzare gli appezzamenti terrieri e raccoglierne i frutti.

Sono riconosciuti due modi di divisione dell’eredità:

1. per stirpes;

2. per capita.

Quando viene fatta per capita, gli eredi prendono la propria quota in ordine di anzianità, cosicché il figlio maggiore ha diritto di disporne prima degli altri. Nel caso in cui la divisione viene fatta per stirpes, gli eredi si suddividono i beni partendo dal primo figlio maschio nato tra di loro. Nonostante esistano molte variazioni locali, l’eredità del proprietario terriero segue solitamente il principio della primogenitura. Perciò, quando un uomo muore senza aver fatto testamento, la parte più cospicua delle proprie terre andrà devoluta al figlio maggiore, mentre gli altri figli si divideranno il resto equamente. Se il deceduto non ha figli, i suoi beni andranno ai suoi fratelli per essere suddivisi secondo il principio dell’anzianità. Sebbene le donne Igbo siano largamente escluse dalla successione, in alcuni villaggi è permesso alle figlie femmine di ereditare dal padre in co­affitto con i propri fratelli. In ogni caso, anche in queste circostanze, sarà il fratello maggiore a controllare la proprietà. Similmente all’eredità individuale della terra, l’eredità degli investimenti sulla terra (compresi alberi dal valore commerciale) anch’essa varia da una località all’altra. Tuttavia, tale proprietà è generalmente ereditata dai figli come fossero una corporazione.

Esistono alcuni villaggi dove sono co­ereditati da tutti i fratelli del defunto insieme, dagli zii materni, dalle sorelle materne, dalle cosiddette “sorellastre” e dai cosiddetti “fratellastri” materni e dalla madre del defunto. In alcune zone, questo tipo di proprietà è ereditata dal figlio maggiore con alcune limitazioni sul diritto a disporre di tale proprietà.

­ http://nationalmirroronline.net/new/an­overview­of­succession­and­inheritance/

­ http://www.loc.gov/law/foreign­news/article/nigeria­supreme­court­invalidates­igbo­customary­law­denying­female­descendants­the­right­to-

­ http://www.saflii.org/za/journals/AHRLJ/2014/31.pdf

­ http://www.academicjournals.org/journal/JLCR/article­full­text­pdf/AD1C9C47702

­ http://www.icnl.org/research/journal/vol10iss2/art_4.htm

­ http://www.nyulawglobal.org/globalex/Nigeria1.html

­ https://www.facebook.com/TheReadingNation/posts/453375911404897

­ http://www.igbonetwork.com/writing­a­will­and­inheritance­under­the­igbo­native­law­and­custom­by­barr­fidelis­anayo­akonobi/

­ http://segunakinpelu.blogspot.it/2011/03/term­paper­on­law­of­succession­by­tolu.html

­ http://iosrjournals.org/iosr­jhss/papers/Vol19­issue2/Version­4/E019243043.pdf

http://www.nigerianlawguru.com/articles/family%20law/LIMITS%20OF%20A%20TESTATOR%20ON%20FREEDOM%20OF%20WILL%20TESTAMENT.pdf

­ https://books.google.it/books?

id=VpmyAwAAQBAJ&pg=PA417&lpg=PA417&dq=nigeria+inheritance+not+primogeniture&source=bl&ots=oJ2aT4oaza&sig=5sx48TqeZvsBGHbJb9GDQgOY9Ns&hl=it&sa=X&ved=0ahUKEwiEgpezhrTLAhXCKg8KHeKKAII4ChDoAQgsMAI#v=onepage&q=nigeria%20inheritance%20not%20primogeniture&f=false

Ricerca redatta da dott.ssa Laura Zannin

Padova 14 Marzo 2016