Il Matrimonio in Mali

Il Mali è uno dei 25 paesi più poveri al mondo con una popolazione prevalentemente giovane, tanto che il 54% ha meno di 18 anni. Nonostante una lieve diminuzione dei tassi di matrimonio forzato, il matrimonio con minorenni è ancora molto comune (una ragazza su due si sposa prima dei 18 anni). L’età legale per il matrimonio in Mali è 16 anni per le ragazze e 18 per i ragazzi, tuttavia molte giovani donna vengono promesse in spose anche prima dei 16 anni secondo gli usi e costumi tradizionali ed anche secondo la legge della Sharia. Ovviamente vi è un chiaro legame tra la poligamia ed il matrimonio minorile, le spose bambine infatti tendono a non essere la prima moglie.

In Mali più giovane è una moglie e meno ha potere di decidere se il suo matrimonio dovrà essere monogamo o poligamo. Inoltre medici specializzati che lavorano per alcune importanti ONG presenti sul territorio maliano hanno notato che le spose bambine sono spesso vittime di mutilazioni genitali femminili che aggravano la possibilità di complicazioni, dalle infezioni alle gravidanze (gestazioni per cui spesso il corpo non ancora completamente sviluppato delle bambine sono causa di morte durante il parto).

Il governo maliano nel 2011 ha promulgato un codice sulla persona e sulla famiglia, a seguito di un acceso dibattito in relazione all’età minima per il matrimonio. Tuttavia Amnesty International ha definito questo codice discriminatorio nei confronti delle donne nella maggior parte degli aspetti della vita in famiglia, non risolvendo i problemi di iniquità tra i coniugi.L’11 ottobre 2015 il Mali ha lanciato una campagna nazionale nominata “Educazione per le ragazze: un mezzo per eliminare il matrimonio minorile precoce”.

Il matrimonio è il più importante rituale della vita e richiede spese onerose da parte delle famiglie degli sposi (soprattutto per quella dello sposo che deve pagare la dote alla famiglia della sposa).

Tre differenti forme di matrimonio esistono in Mali oggi: quello tradizionale (che varia molto da regione a regione e tra gruppi etnici), quello civile e quello religioso (per la maggior parte islamico).

Il matrimonio civile è più praticato tra i lavoratori salariati, i cui figli e mogli non sono autorizzati a ricevere dei vantaggi sociali (tra cui la pensione) senza l’approvazione ufficiale da parte dello stato.

Nelle aree rurali e in parte anche in alcune zone urbane i matrimoni sono combinati (questa pratica riflette l’importanza di stabilire alleanze tra le varie famiglie).

Anche se i primi anni di matrimonio sono piuttosto difficili per le donne, la posizione della donna all’interno della famiglia tende a migliorare nel tempo. L’età ed i figli infatti aumentato lo status sociale della moglie, la quale, nel caso di matrimonio poligamo, potrà imporre le proprie decisioni alle donne più giovani della famiglia.

In Mali la legge n. 62/17 del 3 febbraio 1962 sancisce le regole in merito al matrimonio civile (Codice Matrimonio e Custodia Legale). Il capitolo VI del titolo I regola le formalità relative alla relative alla celebrazione del matrimonio:

Art. 16 Il matrimonio deve essere celebrato pubblicamente davanti al segretario dell’anagrafe più vicina alla residenza di uno dei due sposi.

Art. 17 Quindici giorni prima della celebrazione, le pubblicazioni devono essere esposte a casa dei futuri sposi e nel posto in cui si celebrerà il matrimonio. Verranno annunciate tramite pubblicazione i cognomi, i nomi, gli indirizzi, le professioni e l’età dei futuri sposi, nonché la data del matrimonio.

Art. 22 Ogni sposo futuro deve consegnare all’addetto dell’anagrafe una copia del proprio certificato di nascita o qualsiasi altro documento legale.

Art. 23 L’ufficiale civile di stato leggerà alla futura coppia gli articoli 7,8,32,34 e 35 della presente legge. Chiederà se c’è un contratto matrimoniale. […] dichiarerà loro uniti dal vincolo del matrimonio.

Art. 24 Il certificato di matrimonio dichiarerà:

  • I cognomi, nomi, età, professioni, case o residenze degli sposi;
  • I cognomi, nomi, professioni, case o residenze della madre e del padre degli sposi;
  • Il consenso delle madri e padri o rappresentanti legali nel caso in cui tale consenso sia richiesto
  • I cognomi e nomi dei testimoni e l’indicazione che hanno raggiunto la maggiore età;
  • La dichiarazione dei contraenti di diventare sposi ed il pronunciamento della loro unione
  • Nome e cognome di qualsiasi sposo precedente;
  • Il totale, parziale o non pagamento della dote, assieme alla sua scadenza.

Generalmente il matrimonio è percepito come un’alleanza tra due gruppi affini e solo secondariamente come un’unione di individui. Alcuni gruppi etnici, tra cui i Songhai in Mali, preferiscono sposare una persona estranea al proprio lignaggio. Altri gruppi hanno delle regole specifiche contro il matrimonio tra etnie diverse, oltre ai limiti imposti dalla religione islamica. Tra i Malinke un uomo può sposare una donna non Malinke, ma una donna Malinke può sposare solamente un uomo appartenente alla propria etnia.

L’età per il primo matrimonio o promessa di matrimonio varia a seconda degli usi e costumi dei vari villaggi. Tradizionalmente le ragazze vengono dichiarate cedibili in matrimonio con la pubertà (in Mali solitamente attorno ai 16 anni). Sarà la famiglia della ragazza ad organizzare il matrimonio, se tuttavia essa non ha ancora raggiunto la pubertà, continuerà a rimanere a casa dei propri genitori fino alla sua prima mestruazione e poi mandata immediatamente a casa del marito. Il consenso della ragazza pertanto non è previsto, anche se potrà ripudiare il matrimonio dopo la pubertà.

L’uomo invece non può sposarsi a meno che non dimostri che sia capace di sostenere economicamente la moglie.

Il pagamento della dote è una parte essenziale del matrimonio e solitamente segue le regole indigene, piuttosto che quelle della tradizione islamica (mahr). Il matrimonio non si ritiene valido finché il pagamento della dote non viene effettuato.

Anche se lo Stato incoraggia le persone a registrare il matrimonio, la registrazione non è ritenuta obbligatoria per reputare il matrimonio valido. Stando alle regole dello stato, gli sposi dovrebbero consegnare al segretario dell’anagrafe il proprio certificato di nascita, tuttavia le persone sono spesso sprovviste di tale documento, soprattutto le donne. Ai mariti maliani viene richiesto di supportare le loro moglie e figli, tuttavia le donne hanno difficoltà a far rispettare tale regola.

Fonti

http://www.exploretimbuktu.com/Blog/mali%20laws/marriage_code.html

http://www.ageofconsent.com/comments/wafrica.htm

http://www.state.gov/j/drl/rls/hrrpt/2010/af/154357.htm

http://www.girlsnotbrides.org/child-marriage/mali/

http://www.everyculture.com/Ja-Ma/Mali.html

https://en.wikipedia.org/wiki/Women_in_Mali#Marriage

http://www.unicef.org/sowc09/docs/SOWC09-CountryExample- Mali.pdf

http://www.theguardian.com/global-development/2012/may/01/womens- rights-mali- 50-

http://iussp2005.princeton.edu/papers/52209

Ricerca effettuata e redatta da
Dr.ssa Laura Zannin per
Perilmondo Onlus

Padova, Giugno 2016

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