Il sistema giudiziario in Guinea Bissau

SISTEMA GIUDIZIARIO

La Guinea-Bissau è una Repubblica. La Costituzione del 1984, poi emendata più volte, stabilisce che il presidente della Repubblica, eletto a suffragio diretto con un mandato di 5 anni, detiene il potere esecutivo; l’Assemblea Nazionale è composta da membri eletti a suffragio universale per 4 anni. Il sistema giudiziario si basa sul diritto portoghese e sulle consuetudini locali. La Guinea Bissau ha una Corte Suprema di Giustizia. Nove giudici della Corte Supreme di sono stabiliti dal presidente e sono al suo servizio. La Corte Suprema ha giurisdizione su gravi crimini e svolge la funzione di corte d’appello per le corti militari regionali. I casi sulla sicurezza statale fanno riferimento alle corti civili. La difesa del Paese è affidata alle forze armate divise nelle tre armi tradizionali e alla gendarmeria. Le corti militari processano solamente i casi che riguardano il personale armato sotto il codice militare. Nelle aree rurali, le persone sono spesso processate al di fuori dai sistemi istituzionale attraverso l’uso di leggi tradizionali (usi e costumi del luogo). Il presidente ha l’autorità di concedere la grazia e ridurre le sentenze.

  • La Guinea Bissau ha serie disfunzioni del sistema giudiziario ed anche disfunzioni materiali che creano un terreno fertile per l’indipendenza, la corruzione e l’impunità. Lo Special Rapporteur dell’UNHCR, sull’indipendenza dei giudici e degli avvocati, durante la sua visita nel 2015 ha osservato serie e multiple carenze nel sistema giudiziario: “la giustizia non raggiunge la popolazione; è concentrata nella capitale ed in poche altre città. Nel resto del paese l’accesso alla giustizia – requisito necessario per esercitare i propri diritti – è illusorio: non ci sono giudici, pubblici ministeri o avvocati”. Ha indicato inoltre che l’accesso alla giustizia è costoso e molti non hanno i soldi necessari richiesti per le tasse della Corte. La lunghezza delle procedure è eccessiva e l’accumularsi delle procedure è tale che crea una situazione di rifiuto della giustizia stessa. Le istituzioni giudiziarie sono prive dei mezzi basilari per funzionare in modo appropriato, riflettendo una situazione cronica di ristrettezza di risorse dello Stato. L’esperto ha menzionato che l’assenza di tribunali nella maggior parte del paese porta la popolazione ricercare “tradizionali” meccanismi di giustizia, i quali offrono una funzione di mediatori tra le parti, ma che spesso non considerano le leggi nazionali ed internazionali. Ha inoltre espresso preoccupazione per quanto riguarda la giurisdizione militare, che si estende al punto tale da sembrare una giurisdizione personale; tale giurisdizione non considera l’istanza di ricorso alla giustizia ordinaria e la maggior parte dei suoi membri non hanno gradi di legge.
  • Nonostante la Guinea Bissau abbia ratificato la Convenzione Contro la Tortura, e quindi abolito la pena di morte, ed anche se la costituzione proibisce la pratica della tortura, le forze armate e la polizia non sempre rispettano la legge. Per di più molto spesso il governo non punisce i membri delle forze di sicurezza che commettono tali abusi.
  • (Vedi http://www.sapere.it/enciclopedia/Guinea-Bissau.html; http://www.nationsencyclopedia.com/Africa/Guinea-Bissau-JUDICIAL-SYSTEM.html;
  • http://www.state.gov/documents/organization/186416.pdf
  • http://www.ohchr.org/EN/NewsEvents/Pages/DisplayNews.aspx?NewsID=16617&LangID=E)
  • DATI 2015 riportano che:
  • – secondo la classifica dell’UNODC (UN Office on drugs and crime) il paese è al 174° posto nella classifica dello sviluppo umano su quasi 190 stati
  • – secondo l’UNDP (UN Development Program) per quanto riguarda lo sviluppo umano il paese si colloca al 129° posto su 134 stati
  • – le analisi di Transparency International sulla corruzione segnalano il paese al 163° posto su 177
  • – nell’ultimo report annuale di House of Freedom il paese è dichiarato come “not free” (non libero) per quanto riguardano le libertà politiche