La condizione femminile in Guinea Bissau

La condizione femminile in Guinea Bissau

  • In Guinea Bissau le donne sono il 50% della popolazione. Assicurano la maggior parte dei lavori domestici ed economici. Il 70% della produzione e della trasformazione alimentare è fatta dalle donne. Sono state abituate a credere di essere inferiori agli uomini, soprattutto dagli uomini di fede musulmana. Mancano di fiducia in se stesse e nelle proprie capacità. Purtroppo subiscono violenze di vario genere, di carattere fisico, psicologico e morale (percosse, malattie veneree, aborti, gravidanze prima del matrimonio o troppo frequenti, mutilazioni sessuali, prostituzione). Il passaggio alla vita adulta è contrassegnato dal “fanado”: cerimonia praticata da tutti i gruppi etnici, con forme e caratteristiche esteriori assai diverse. È la cerimonia più importante nella vita di una persona ed implica l´acquisizione del diritto di appartenenza completa alla società. Purtroppo i ragazzi e le ragazze devono affrontare sofferenze e mutilazioni fisiche, ma essi non si tirano indietro. La possibilità di contrarre malattie, anche gravissime, è molto alta, perché le operazioni vengono praticate con coltelli non sterilizzati (http://www.solidarieta-guineabissau.com/gb/?q=node/559)
  • I dati relativi al 2014 confermano che le donne sono la maggioranza nelle popolazioni rurali povere (rapporto donna-uomo di 7 a 3). In queste zone perciò sono considerate capi famiglia e in quanto tali vanno considerate come produttori a pieno titolo. Esse infatti si assumono la responsabilità per quanto riguarda la sicurezza alimentare della propria famiglia e posseggono capacità e conoscenze tecniche per l’agricoltura -> da sole riescono a produrre ben oltre la metà delle risorse alimentari che si consumano nei paesi in via di sviluppo. TUTTAVIA nella maggior parte dei casi NON hanno accesso alle risorse per la produzione né possono vantare diritti di proprietà (http://www.abconlus.it/mostranews.asp?id=1227)
  • La Guinea Bissau è tra i paesi firmatari del PROTOCOLLO DI MAPUTO 2003, trattato sui diritti delle donne in africa. Ciononostante ad oggi il protocollo non è ancora stato ratificato.
  • Nel 2011 è stata promulgata una legge contro la mutilazione genitale femminile, ma l’instabilità del paese e lo scarso livello di istruzione della popolazione non consentono di eliminare, o ridurre drasticamente, il problema.
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