Aggiornamenti sul Conflitto

Ricapitolando:

La crisi interna in Mali è scoppiata nel gennaio del 2012 con la ribellione dei Tuareg nel nord del Paese ed è sfociata nel marzo di quell’anno nella destituzione da parte dei militari del presidente Amadou Toumani Tourè. Si era aperta così la strada alla conquista del nord da parte di ribelli separatisti e islamisti, tanto che nel 2012 tutto il nord era stato occupato dai jihadisti un tempo alleati dei ribelli Tuareg del Movimento nazionale di liberazione dell’Azawad (Mnla). Un anno dopo le forze al governo assieme ad una coalizione di forze armate occidentali sotto l’egida del mandato delle Nazioni Unite e guidata dalla Francia (* La Francia ha condotto la maggior parte delle operazioni antiterrorismo in Africa Occidentale tra il 2013 ed il 2014, inclusa quella che ha portato all’uccisione del leader di Al Mourabitoun nel 2014) respinsero gli insorti. L’ONU organizzò una missione di peacekeeping per stabilizzare il paese, MINUSMA, e nel frattempo si tennero nuove elezioni democratiche (con il ritorno di Keita al potere) per rimpiazzare il governo militare. Il governo tuttavia, nonostante gli accordi di pace, era stato costretto a concedere una maggiore autonomia alle regioni del nord (Timbuktu, Kidal e Gao). Gli jihadisti, cacciati dal paese dopo i raid aerei francesi del 2013, nel frattempo si sono riorganizzati nelle zone desertiche al di là dei confini del nord del paese. Recentemente il problema jihadista si era riacutizzato nel centro e nel sud del paese, ma gli attacchi terroristici di quest’anno hanno evidenziato come le forze di Al-Mourabitoun, gruppo pro Al-Qaeda, stiano tornando a scatenare il terrore anche nel nord del paese.

Nel 2015:

7 Marzo: Bamaku (capitale, nel Sud Ovest), attentato terroristico in un bar-ristorante. Restano uccise 5 persone, tra cui un francese ed un belga.

20 Giugno: La Coalizione dei Movimenti di Azawad (CMA) ha definitivamente firmato l’accordo di pace per il nord del Mali. Un testo che era già stato firmato ed approvato dalle altri parti in causa il 15 maggio scorso, in assenza, però, proprio dei gruppi armati ribelli rappresentati dalla Cma. L’accordo di pace, è stato firmato a nome del CMA, da Sidi Ould Brahim Sidati, un leader del Movimento arabo Azawad (Maa), nel corso di una cerimonia alla presenza del presidente del Mali, Ibrahim Boubacar Keita, e il capo della missione Onu, Mongi Hamdi.

8 Agosto: Sevare (centro del paese), assalto all’hotel Le Byblos. Alcuni ospiti, tra cui diversi membri delle Nazioni Unite, vengono presi in ostaggio. Il sequestro si conclude con almeno sei vittime, tra cui 5 militari maliani ed un consulente ONU.

25 Agosto: Il Coordinamento dei Movimenti dell’Azawad (CMA, che riunisce i movimenti autonomisti, in prevalenza tuareg, del Mali settentrionale), ha annunciato che non parteciperà più alle riunioni dell’organismo di monitoraggio dell’accordo di pace nel nord del paese. Il ritiro dai negoziati segue gli scontri che la scorsa settimana hanno opposto il CMA ad altri gruppi armati, filogovernativi. I gruppi armati ritenuti vicini al governo avrebbero preso il controllo della località di Anefis (120 chilometri a sud di Kidal) e il CMA ha chiesto il loro ritiro prima di riprendere il suo posto nell’organismo di monitoraggio.

24 Ottobre: Tessalit (nord del Mali), tre civili sono rimasti uccisi e due caschi blu dell’ONU feriti nell’esplosione di alcune mine. Lo afferma un comunicato della stessa missione delle Nazioni Unite nel paese (Minusma). I due episodi sono avvenuti separatamente: in particolare, i caschi blu sono stati colpiti dall’esplosione di un secondo ordigno nel momento in cui andavano a verificare l’accaduto sul luogo del primo episodio. L’ONu ha condannato l’accaduto, parlando di “azioni allo scopo di paralizzare le operazioni sul terreno e di colpire indiscriminatamente il personale delle Nazioni Unite o civili innocenti”.

20 Novembre: Bamaku (capitale, nel Sud Ovest), attacco terroristico all’hotel Radisson, noto hotel internazionale. Più di 170 persone vengono tenute in ostaggio. Un raid viene organizzato dalle forze militari maliane in cooperazione con quelle americane, francesi e delle Nazioni Unite. Inizialmente le notizie parlano dell’uccisione di tutti e 13 i terroristi coinvolti dell’attentato, in seguito la notizia verrà smentita e si riporterà la morte di solo 2 attentatori e la fuga degli altri. Il bilancio è di più di 20 vittime e 7 feriti gravi.

– Dopo l’attentato all’hotel Radisson, il presidente Keita ed il governo hanno incrementato la sicurezza attorno ai punti strategici della capitale ed hanno dichiarato 10 giorni di stato d’emergenza.

– Notizie non governative riportano l’uccisione di più di 36 vittime a causa di 6 attacchi terroristici da parte di insorti islamici solo nel 2015.

Tutti e tre gli attentati sono stati rivendicati dal gruppo jihadista Al-Mourabitoun, gruppo di matrice islamica fondato dal noto terrorista Mokhtar Belmokhtar. Il movimento dei Mourabitoun è una fusione tra elementi del Movimento per l’Unicità e la Jihad in Africa Occidentale (MUJAO) e la Brigata dei Mulathamun, creata da Belmokhtar dopo il suo allontanamento dai vertici di Al-Qaeda nel Maghreb Islamico (AQMI). Il gruppo è apparso durante il periodo dell’occupazione del nord del Mali da parte delle sigle salafite-jihadiste a cavallo tra 2012 e 2013. Secondo l’agenzia di stampa Reuters, il gruppo (noto soprattutto per i suoi legami con al-Qaeda nel Maghreb Islamico) aveva annunciato la propria alleanza allo Stato islamico nel maggio scorso, ma non ci sono conferme a riguardo. Il movimento recluta i propri adepti tra le popolazioni Tuareg dell’Africa Sahariana. Parte della popolazione Tuareg era già nota alle forze dell’ordine, poiché il loro movimento (Movimento Nazionale di Liberazione dell’Azawad – MNLA) nel 2012 si era alleato con i ribelli jihadisti ed aveva contribuito all’occupazione del nord del Mali. Inizialmente l’attacco terroristico dello scorso 20 novembre era stato rivendicato dall’AQMI, in serata tuttavia è stato trasmesso tramite Al-Jazeera un documento sonoro dove Al-Mourabitoun affermava di essere stato l’artefice dell’attentato.

Fonti:

http://www.nigrizia.it/

http://www.internazionale.it/tag/paesi/mali

http://www.huffingtonpost.it/2015/11/20/mali-attacco-jihadista-hotel_n_8608250.html

http://www.repubblica.it/esteri/2015/11/20/news/mali_attaccato_hotel_radisson_di_bamako-127766451/

http://heavy.com/news/2015/11/who-committed-terrorist-attack-attacked-radisson-blu-hotel-bamako-mali-isis-islamic-state-alqaeda-what-is-al-mourabitoun-affiliate-terrorism-north-africa-maghrib-maghreb-paris-american-hostages/

http://www.un.org/apps/news/story.asp?NewsID=52612#.VlMsPfkvfIU

http://www.reuters.com/article/2015/11/21/us-mali-attacks-idUSKCN0T90SK20151121#pl5lOUZRCgHXCtZd.97

http://edition.cnn.com/2015/11/20/africa/mali-shooting/

http://www.theguardian.com/world/2015/nov/20/mali-attack-highlights-global-spread-extremist-violence