NIGERIA – aggiornamenti DICEMBRE 2015/ GENNAIO 2016

  • 5 gennaio 2016: Izgeki, vicino alla foresta di Sambisa, Stato di Borno, nord-est della Nigeria, degli uomini armati di Boko Haram uccidono due persone e poi uno di loro si fa esplodere nei pressi del mercato facendo ulteriori 5 vittime.

  • 5 gennaio 2016: villaggio di Nchiha, Stato di Borno, uomini armati di Boko Haram saccheggiano il villaggio e poi danno fuoco alle case. Non si registrano vittime.

  • 28/29 dicembre: Maiduguri, capitale dello Stato di Borno, durante la notte muoiono 30 persone e 90 rimangono ferite a seguito di esplosioni e sparatorie sferrate dai militanti di Boko Haram. In mattinata altre 20 persone perdono la vita fuori da una moschea dopo che una donna kamikaze si è fatta esplodere. Altre due ragazze si fanno esplodere nel quartiere di Buraburin uccidendo diverse persone. Nella zona vengono in seguito ritrovati ordigni inesplosi.

  • 28 dicembre: Madagali, 150km a sud-est di Maiduguri, due donne si fanno esplodere in un mercato, vicino ad una fermata dell’autobus, provocando almeno 30 vittime.

  • 27 dicembre: località di Jeddari Paulo, periferia di Maiduduri, stato di Borno, nord-est della Nigeria, i miliziani di Boko Haram sferrano un attacco sparando e lanciando granate. Due donne Kamikaze si fanno esplodere tra la folla. L’esercito è interventuto constringendoli alla ritirata, tuttavia il bilancio è di quasi 30 morti e 91 feriti.

  • 25 dicembre: Kimba, stato di Borno, gli estremisti di Boko Haram invadono il centro abitato attaccando la popolazione e facendo 14 vittime. Fra i morti si contano anche alcuni bambini e 6 persone sarebbero state rapite.

  • 22 dicembre: HUMAN RIGHTS WATCH denuncia che a seguito degli scontri avvenuti a Zaria tra il 12 ed il 14 dicembre almeno 300 musulmani sciiti sono stati uccisi ed altre centinaia ferite dall’esercito nigeriano dopo un attacco “ingiustificato” ed in seguito sepolti in fosse comuni senza il permesso dei familiari. Gli scontri tra esercito e militanti IMN erano scoppiati dopo la denuncia dell’esercito di aver scoperto un complotto per uccidere il capo delle forze armate, Buratai (nominato a coordinare le operazioni di contrasto a Boko Haram). I militari avevano individuato nell’imam Zakzaky il principale responsabile del complotto e perciò lo avevano arrestato. Si sono quindi seguiti duri scontri all’esterno dell’abitazione del religioso, durante i quali hanno perso la vita alcune persone, tra cui la moglie ed il figlio di Zakzaky. Le violenze sono andate avanti per giorni ed hanno trasformato la città di Zaria in un vero e proprio campo di battaglia. Per tutti questi motivi HRW ha auspicato la creazione di una commissione d’inchiesta imparziale per indagare sulle uccisioni di massa avvenute in quei giorni.

  • 21 dicembre: l’UNICEF denuncia che nel nord-est della Nigeria, a causa della violenza operata da Boko Haram, più di 1 milione di bambini non frequentano la scuola, lasciandoli preda di abusi, rapimenti e reclutamento da parte di gruppi armati. L’agenzia ha continuato poi dicendo che nonostante la riapertura di alcune scuole distrutte, l’insicurezza e la paura delle violenze continuano ad impedire a molti insegnanti di riprendere le lezioni e scoraggiano i genitori a far tornare i figli a scuola.

  • 17 dicembre: una corte nigeriana ordina il rilascio del leader IPOB, Nnamdi Kanu, dopo esser stato arrestato in ottobre. Il giudice dell’Alta Corte di Abuja ha dichiarato l’annullamento delle accuse di terrorismo formulate a novembre.

  • 16 dicembre: Maiduguri, nord-est della Nigeria, 5 attentatrici si fanno esplodere nei pressi di un posto di controllo. Due attentatrici si sono fatte esplodere subito, le altre tre dopo essere state inseguite e fermate dalle forze di sicurezza. Il bilancio è di almeno 6 vittime e 4 feriti.

  • 12/13/14 dicembre: Zaria, nord del paese, scontri tra l’esercito nigeriano ed i membri del Movimento Islamico della Nigeria (IMN – gruppo islamista formato da sciiti*) con un bilancio iniziale di almeno 60 morti. Si è trattato di un tentativo di assalire il convoglio del generale Tukur Yusef Buratai durante una manifestazione religiosa organizzata dall’IMN. In seguito i militari hanno arrestato il leader del movimento, Ibrahim Zakzaky, mentre altri esponenti sono morti durante i raid. (VEDI AGGIORNAMENTI NOTIZIA AL 22 DICEMBRE)

    *La maggior parte dei musulmani nigeriani è sunnita ma esiste anche una minoranza sciita, che di recente è stata fatto oggetto di attentati della setta islamista Boko Haram. L’Imn trae ispirazione dall’ideologia religiosa dell’Ayatollah Khomeini (IRAN)

  • 12 dicembre: Warwara, Mangari e Bura-Shika, villaggi dello stato di Borno, nord-est della Nigeria, 30 persone muoiono a seguito di una serie di attacchi attribuiti a Boko Haram. Secondo alcuni testimoni, i residenti sarebbero stati massacrati a colpi di machete ed asce; in seguito gli attentatori avrebbero dato alle fiamme i villaggi e distrutto diversi tralicci per le telecomunicazioni.

  • 2 dicembre: Enugu, sudest Nigeria, scontri tra forze dell’ordine e manifestanti del “Popolo Indigeno del Biafra” (IPOB) con un bilancio di 10 morti (8 civili e 2 funzionari di polizia). I manifestanti si erano riuniti per chiedere la scarcerazione di Nnamdi Kanu*, direttore dell’emittente Radio Biafra, detenuto con accuse di “sedizione” e “finanziamento del terrorismo”.

    *Kanu, che guida il movimento del Popolo Indigeno del Biafra (Ipob), è emerso quale nuovo volto della campagna separatista per creare uno stato Igbo indipendente nel sud-est.

FONTI:

www.nigrizia.it

www.reuters.com

www.aljazeera.com

www.jeuneafrique.com

www.agenzianova.com

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