Sintesi del progetto

Sintesi del Progetto Perilmondo Onlus

Assistenza legale ai Richiedenti Protezione Internazionale

Descrizione sintetica:

L’Emergenza Profughi non sarebbe tale se venissero rispettati i Diritti Umani.

Oggi chi sbarca sulle nostre coste reduce da un viaggio infernale, viene poi sottoposto ad un ulteriore percorso ad ostacoli per ottenere ciò che troppo facilmente gli viene negato da un paese di cui non conosce le leggi, la lingua, gli usi.

Il nostro progetto vuole dare un aiuto basilare nella fase di attesa della convocazione da parte della Commissione Territoriale, attraverso dei colloqui di preparazione all’esame della C.T. e un sostegno legale efficace a chi viene diniegato dalla stessa.

PREMESSA

Il progetto che la nostra Onlus sta implementando da Novembre 2014 si prefigge di dare tutela alle persone i cui diritti fondamentali non sono garantiti nei propri Paesi d’origine e che, pertanto, si rivolgono ad altri Stati, tra cui l’Italia, per la difesa dei propri diritti umani e civili.

Detta tutela prende il nome di “protezione internazionale” e mira all’acquisizione di uno status che permetterà alla persona di circolare liberamente nello Stato ospitante e di acquisire una completa integrazione nel tessuto sociale.

In relazione alle normative internazionali riferite alla protezione dei rifugiati, il progetto si cala sul territorio delle Province di Padova e Venezia.

INQUADRAMENTO NORMATIVO

Protezione internazionale

L’obiettivo della UE è quello di creare uno spazio comune di protezione e solidarietà basato su una procedura comune di asilo e uno status uniforme per coloro che hanno ottenuto la protezione internazionale.

L’Unione europea ha adottato una legislazione sulle questioni chiave:

  1. la “direttiva qualifiche“, attuata dal D.lvo nr.251/2007, reca norme minime per l’attribuzione, a cittadini di paesi terzi o apolidi, della qualifica di rifugiato o di persona altrimenti bisognosa di protezione internazionale, nonché norme minime sul contenuto della protezione riconosciuta.

  2. la “direttiva procedura d’asilo“, attuata dal D.lvo nr.25/2008, reca norme minime per la procedura applicata negli Stati Membri ai fini del riconoscimento e della revoca dello status di rifugiato.

  3. la “direttiva Accoglienza”, attuata dal D.lvo nr. 142/2015, reca norme relative all’accoglienza del richiedente protezione internazionale.

  4. Il Regolamento di Dublino III stabilisce i criteri di determinazione dello Stato membro competente per l’esame di una domanda di protezione internazionale presentata in uno degli Stati membri da un cittadino di paese terzo o da un apolide. Il regolamento è direttamente applicabile dagli Stati membri.

Accesso alla procedura

Le richieste d protezione internazionale possono essere presentate presso l’ufficio di polizia di frontiera o nel territorio italiano presso la Questura.

Nel caso in cui la richiesta di protezione internazionale sia stata presentata alla frontiera, le autorità di polizia indicano ai richiedenti asilo di presentarsi alla Questura per la registrazione formale.

Durante la verbalizzazione della domanda di protezione internazionale, le autorità di polizia valutano la competenza dello Stato Italiano.

Le autorità di polizia, dopo questa prima fase e una volta che la competenza italiana è determinata, inviano il modulo di iscrizione e la documentazione relativa alla domanda di protezione internazionale alla Commissione Territoriale per il riconoscimento della protezione internazionale.

Procedura

La Commissione Territoriale dovrebbe sentire i richiedenti protezione internazionale entro un mese dalla presentazione della domanda e, avvenuto il colloquio, dovrebbe decidere entro 3 giorni in virtù dell’art. 27 della D.lvo nr. 25/2008, come modificato dal D.Lvo nr. 142/2015.

Nelle ipotesi in cui la Commissione Territoriale non riesca a rispettare questa tempistica, la procedura d’esame potrà essere conclusa entro sei mesi dalla presentazione della domanda. Tale termine può essere prorogato di altri nove mesi, fino al raggiungimento di mesi 18.

La legge prevede una procedura prioritaria ex art. 28 del D.lvo nr.25/2008 per le ipotesi in cui il richiedente sia un soggetto vulnerabile, un minore non accompagnato e/o si trovi detenuto all’interno di un Centro di Detenzione Amministrativa, provenga da uno Stato di provenienza individuato dalla Commissione Nazionale per il diritto di asilo. Tale procedura è prevista altresì per le domande che appaiono palesemente fondate.

E ‘altresì prevista una procedura accelerata ex art. 28 bis del D.Lvo nr.25/2008 per quei richiedenti che si trovano trattenuti presso un centro di detenzione amministrativa.

Procedura Giurisdizionale

La Commissione territoriale può riconoscere lo status di rifugiato o di protezione sussidiaria; alternativamente può valutare la concessione di una protezione umanitaria.

La Commissione territoriale può anche respingere le domande presentate.

In questi casi, i richiedenti protezione internazionale possono presentare ricorso entro 30 giorni davanti al Tribunale Civile presso la Corte di Appello ove ha sede la Commissione giudicante ex art. 35 del D.lvo del D.lvo nr.25/2008.

Tale termine è ridotto della metà nelle ipotesi in cui il richiedente è trattenuto presso un Centro di Detenzione Amministrativa.

Nelle generalità dei casi il ricorso ha effetto sospensivo, per lo meno nel primo grado di giudizio, e la persona ha diritto ad avere un permesso di soggiorno temporaneo.

Nell’ipotesi in cui il Ricorso viene respinto o il Giudice riconosce una protezione diversa da quella considerata maggiormente opportuna, la persona può appellare innanzi alla Corte di Appello competente entro 30 giorni o sei mesi, nell’ipotesi in cui la decisone non venga notificata regolarmente, ma solamente pubblicata presso la Cancelleria.

Se l’atto di citazione in appello non sortisse effetti positivi, la persona potrà ricorrere in Cassazione.

Ogni fase di giudizio dovrebbe durare sei mesi in virtù dell’art. 19 del D.Lvo nr. 150/2011.

Gratuito patrocinio

Il richiedente, se non abbiente, può inoltrare la richiesta di patrocinio a spese dello stato per evitare il pagamento del contributo unificato ed il pagamento dell’onorario dell’avvocato.

La richiesta va presentata presso il Consiglio dell’Ordine degli avvocati presso il Tribunale competente. Il richiedente dovrà indicare i propri dati personali, il codice fiscale, la residenza e il proprio reddito, sia quello prodotto in Italia che quello prodotto all’estero. In quest’ultimo caso, data l’impossibilità di accedere presso il proprio Consolato, potrà autocertificare il reddito prodotto all’estero.

Per l’ammissione al patrocinio a spese dello Stato l’organo giudicante considera sia l’aspetto economico che il merito della causa.

ANALISI DEL BISOGNO

1. Assistenza burocratica e legale del richiedente protezione internazionale

L’assistenza burocratica e legale consiste nell’inoltro della richiesta di protezione internazionale che può essere presentata:

  1. dalla persona bisognosa di tutela all’ufficio di polizia di frontiera al momento dell’ingresso in Italia

  2. all’Ufficio immigrazione della Questura nel luogo dove la stessa dimora

In entrambe le ipotesi, ci si prefigge di rafforzare la già operante rete di associazioni ed enti che sul territorio supporta il richiedente nell’avere accesso alle necessarie informazioni.

La Questura, a seguito della presentazione della domanda di tutela e del fotosegnalamento del richiedente, provvede ad inviare la domanda alla Commissione Territoriale, che è l’organo istituzionale competente a decidere in ordine al riconoscimento dello status e che può rilasciare all’istante un permesso di soggiorno per richiesta di asilo in attesa della definizione del procedimento.

L’assistenza legale nell’inoltro della domanda di tutela è fondamentale, poiché favorisce la corretta applicazione delle norme. E’ altrettanto importante la preparazione del richiedente all’audizione personale presso la commissione territoriale che decide in prima istanza l’accoglienza o meno della richiesta.

Una volta ricevuto lo “status” di rifugiato, lo straniero potrà richiedere all’Ufficio Immigrazione il rilascio del permesso di soggiorno per asilo e/o altre tipologia di protezione umanitaria.

La richiesta potrebbe avere i seguenti esiti positivi:

  1. Riconoscimento di stato di rifugiato;

  2. Riconoscimento di una protezione sussidiaria nell’ipotesi in cui il soggetto non sia qualificabile come rifugiato, ma necessiti comunque di protezione, specialmente in quei casi in cui la persona bisognosa di protezione non può fare affidamento sull’autorità giudiziaria del Paese di origine;

  3. Rilascio di un permesso di soggiorno per motivi umanitari nelle ipotesi residuali, ma ugualmente importanti.

Nei casi in cui l’esito dell’audizione presso la Commissione Territoriale sia negativo, si provvede alla valutazione dell’opportunità del ricorso presso l’Autorità Giudiziaria, seguendo di ricorrente fino al termine del giudizio della Corte d’Appello o, secondo valutazione dei nostri legali, fino ai più alti gradi di giudizio della Corte Europea .

Da un’analisi dei casi esaminati nei primi due anni di attività si è constatato che il più delle volte il richiedente protezione internazionale non è consapevole dell’importanza di fornire un resoconto sufficientemente dettagliato della propria storia personale, della necessità di specificare tutte le tappe del viaggio e della documentazione da produrre per l’accoglimento della richiesta. Molte volte i richiedenti, per ragioni di ordine pratico, non hanno a disposizione prove evidenti del proprio iter e della propria storia personale e, quindi, è necessario dare loro tutta l’assistenza possibile per poter presentare alle Autorità le proprie richieste nella maniera corretta ed efficace.

Si ritiene quindi necessario implementare una serie di sussidi di ordine formativo, psicologico e comunicativo per migliorare le performance dei richiedenti grazie ad una miglior comprensione del sistema italiano dal punto di vista culturale e al miglioramento delle competenze linguistiche e pratiche dei beneficiari.

La progettazione e la realizzazione di tali sussidi sarà l’obiettivo delle attività che ci accingiamo ad affrontare nella terza annualità del progetto.

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