Protezione umanitaria a cittadino maliano a causa delle sue condizioni di salute (Tribunale di Venezia 23/05/16)

Tribunale di Venezia, ordinanza del 23maggio 2016 della dott.ssa Carmela Convertini.

Caso Mali.

Il Tribunale di Venezia, in persona del Giudice dott.ssa Carrmela Convertini, ha annullato il provvedimento della Commissione Territoriale per il Riconoscimento della Protezione Internazionale competente nella parte in cui non ha riconosciuto al richiedente il diritto di soggiorno ai sensi dell’art. 5, comma 6, del D.Lgs. 286/98 dichiarando il diritto del medesimo al rilascio del permesso di soggiorno per motivi umanitari da parte della Questura competente. L’organo giudicante, infatti, ha ritenuto che le gravi condizioni di salute del richiedente fossero tali da impedirgli un eventuale ritorno in Mali, a nulla rilevando l’insussistenza dei presupposti per il riconoscimento dello status di rifugiatorilevati, alla luce dei fatti narrati, dalla Commissione. Secondo il Giudice, infatti, la circostanza di un possibile aggravamento della tubercolosi, grave malattia per la quale il soggetto è stato in terapia per sessanta giorni, è idonea, stante le previsioni di cui agli artt.. 2 e 32 della Cost., nonché degli artt. 2 et 5, comma 6, del D.Lgs. 286/98, per il riconoscimento della protezione umanitaria. Inoltre, la generale situazione di instabilità politica del Mali, la giovane età del richiedente e il suo progressivo inserimento sociale tramite l’attività di volontariato, integrano i presupposti per l’ottenimento della protezione de qua. L’Autorità ha pertanto ritenuto che:

[…]In ogni caso, tuttavia, occorre rilevare che il Mali è interessato da una situazione generale di pericolosità, atteso che le notizie rilevabili dai maggiori siti in merito, sono tali da far ritenere a questo giudicante che la sicurezza del Paese è labile ed incerta in tutto il territorio. Se si considera, poi, la giovane eà del ricorrente, che attraverso la struttura in cui è attualmente inserito sta collaborando al proprio inserimento sociale, anche prestando attività di volontariato, tenuto conto, altresì, del rischio, pure ipotetico di aggravamento della tubercolosi, grave malattia per la quale è stato in terapia per sessanta giorni, deve ritenersi, a tutela del ricorrente ed a salvaguardia della salute dell’intera collettività, che ricorrano, proprio alla luce degli art. 2 e 32della Cost, nonché dell’art. 2 e 5, comma 6, del D.Lgs. 286/98 i gravi e documentati motivi di salute che integrano la condizione indefettibile per accordare la protezione umanitaria richiesta, sia pure in via subordinata […]”.

Massima redatta dal Dott. Gabriele Bettini

Caso dell’Avvocata Chiara Pernechele

Leggi la sentenza: Protezione umanitaria a cittadino maliano per condizioni di salute Tribunale di Venezia 230516

 

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