RELAZIONI EXTRA-MATRIMONIALI NELLA RELIGIONE ISLAMICA

Nell’Islam si permette il matrimonio non appena il ragazzo e la ragazza raggiungono l’età della pubertà (15anni lunari lui, 9anni lunari lei), visto che l’istinto sessuale nasce con la pubertà, e che l’Islam afferma che tale istinto debba essere soddisfatto solo attraverso il matrimonio. Nel caso delle ragazze, non solo si permette loro che si sposino non appena diventino mature, ma si raccomanda tale matrimonio.[Ci si rifà al fatto che una delle mogli che Maometto sposa in età adulta aveva solo 9 anni].

La legge islamica prevede che se l’uomo o la donna non sposati commettono fornicazione più di una volta, saranno puniti tre volte con cento frustate, e se si prova che sono colpevoli per la quarta volta, saranno condannati a morte.

La pratica occidentale di scegliersi un’amica, formare una coppia e decidere di convivere, è completamente illegale per i Musulmani. Proprio per evitare questo “pericolo”, secondo la legge islamica è addirittura comune che le famiglie e gli amici giochino un ruolo spesso determinante nella ricerca del partner adatto per un giovane e per una giovane, e nell’aiuto fattivo per la formazione della loro famiglia.

Il sesso prematrimoniale nell’Islam è assolutamente illecito, sia con una fidanzata che con una prostituta. Il sesso prematrimoniale è fornicazione (zina) e costituisce, inoltre, un comportamento sessuale irresponsabile.

La fornicazione e l’adulterio sono stati severamente condannati dalle affermazioni del Profeta e degli Imam. Per l’Islam, il sesso prematrimoniale è considerato un atto immorale contro i diritti di Allah e dei propri organi sessuali.

Il sesso prematrimoniale è un peccato punibile dalla corte islamica. Se viene provato da una corte islamica che un uomo e una donna non sposati sono colpevoli di fornicazione, verranno puniti con 100 colpi di frusta. Se l’uomo o la donna non sposati commettono fornicazione più di una volta, saranno puniti tre volte con cento frustate, e se si prova che sono colpevoli per la quarta volta, saranno condannati a morte.

Secondo il diritto islamico, il reato di zina riguarda le relazioni sessuali illecite, ossia pre- o extra- matrimoniali. La fornicazione (la relazione sessuale al di fuori del vincolo matrimoniale) e l’adulterio (la relazione che infrange la fedeltà matrimoniale) sono ripudiate dalla legge islamica come anche dalla dottrina ebraica e cristiana. La tradizione islamica appare però indecisa sulla pena da infliggere ai colpevoli.

Un verso coranico impone alla donna adultera (ma non all’uomo) di essere rinchiusa in una casa per tutta la vita. Condizione necessaria per la pena è che siano portati 4 testimoni, situazione improbabile per una relazione adulterina. Questa pena non ha altre attestazioni ed è considerata abrogata.

“ Se le vostre donne avranno commesso azioni infami [fornicazione o adulterio] portate contro di loro quattro testimoni dei vostri. E se essi testimonieranno, confinate quelle donne in una casa finché non sopraggiunga la morte o Allah apra loro una via d’uscita” (Corano 4,15)

Un diverso verso coranico impone invece la flagellazione, sia all’uomo che alla donna. Anche in questo caso sono necessari 4 testimoni, sia per l’accusa che per la difesa.

“2. Flagellate la fornicatrice e il fornicatore, ciascuno con cento colpi di frusta e non vi impietosite [nell’applicazione] della Religione di Allah, se credete in lui e nell’ultimo giorno, e che un gruppo di credenti sia presente alla punizione […] 4. E coloro che accusano le donne oneste senza produrre quattro testimoni, siano fustigati con ottanta colpi di frusta e non sia mai più accettata la loro testimonianza […] 6. Quanto a coloro che accusano le loro spose, senza aver altri testimoni che se stessi, la loro testimonianza sia una quadruplice attestazione [in Nome] di Allah, testimoniante la loro veridicità, 7. e con la quinta [attestazione invochi] la maledizione di Allah su se stesso, se è tra i mentitori. 8. E sia risparmiata [la punizione alla moglie], se ella attesta quattro volte, in Nome di Allah, che egli è tra i mentitori, 9. e la quinta [attestazione invocando] l’ira di Allah su se stessa, se egli è tra i veritieri.”  (Corano 24,2-9)

Una tradizione extracoranica, attestata in diversi ahadith, impone invece la condanna capitale per lapidazione (rajam) sia per l’uomo che per la donna sposati colpevoli di adulterio.

La tradizione islamica dunque differenzia la pena circa le relazioni sessuali extraconiugali: indipendentemente dal genere, se il reo non è sposato sono previste 100 frustate e un anno di esilio, mentre se è sposato è prevista la lapidazione, pena ripresa dall’antico testamento, nonostante rappresenti il “versetto dimenticato” nel Corano. Per infliggere la condanna serve una quadruplice testimonianza o una quadruplice ammissione dei rei. Tuttavia per la donna l’avvenuto adulterio può essere accertato anche con la perdita della verginità o con una gravidanza indesiderata, che la pone in una posizione legale svantaggiata rispetto all’uomo.

L’esecuzione della condanna avviene scavando una buca nel terreno in modo che il corpo dell’uomo risulti coperto fino alla vita, della donna fino al seno, per impedire di colpire zone genitali. La vittima viene semi-sepolta avvolta in un telo.

FONTI:

http://veromedioriente.altervista.org/esempi_sharia.htm

http://www.huda.it/cent_it/cent_sposi_02.htm

http://danielaaiuto.it/index.php/attivita-parlamentare/commissione- femm/196-lapidazione- una-tortura-atroce- nei-confronti- delle-donne

http://www.uaar.it/news/2012/07/31/mali-islamisti- nord-applicano- sharia-lapidata- coppia-non-sposata/

http://www.instoria.it/home/islam_diritto_famiglia.htm

https://it.wikipedia.org/wiki/Zina_(Islam)

https://www.al-islam.org/it/matrimonio- e-morale- nell-islam- sayyid-muhammad- rizvi/la-morale-sessuale-islamica- ii-struttura

Ricerca redatta per Perilmondo Onlus

da dr.ssa Laura Zannin