Repubblica della Sierra Leone

Popolazione 7.076.000 abitanti
Gruppi etnici I gruppi principali sono i  temne e i mende, che rappresentano circa il 70% della popolazione totale. Altri gruppi etnici sono:

  • Limba (8%)
  • Kono (5%)
  • Mandingo (2%)
  • Loko (2%)
  • Creoli (2%).
Lingue La lingua ufficiale della Sierra Leone è l’inglese il cui uso è però limitato a una minoranza più colta. La lingua principalmente usata a nord del Paese è il temne mentre a sud si parla prevalentemente il mende. Il krio, un misto di inglese e creolo è la lingua usata da circa il 10% della popolazione anche se è capita dalla quasi totalità di essa. Sono in uso anche dei dialetti sudanesi parlati dalle tribù dei Temné e dai Mende.
Religioni La religione dominante è l’Islam, che copre circa il 60% della popolazione; i cristiani sono il 30%, mentre il restante 10% è legato a religioni animiste locali. Non mancano poi compenetrazioni tra le religioni rivelate e i tradizionali culti tribali.
Sistema educativo L’istruzione primaria ha la durata di sei anni, a partire dai sei anni d’età. Medesima durata ha anche la scuola secondaria. Molto importante è nel Paese il peso dell’istruzione confessionale, impartita dalle numerose missioni cristiane presenti sul territorio. Il tasso di analfabetismo è particolarmente elevato. L’istruzione superiore è affidata all’Università di Sierra Leone (1967) con sede a Freetown.
Sistema sanitario A partire dal maggio 2014, è stata colpita dalla più grave epidemia di Ebola mai registrata a livello mondiale, risultando il paese con più casi registrati: complessivamente 14.122 tra casi confermati e sospetti e 3.955 morti accertate per Ebola. Il paese ha il più alto tasso di mortalità materna (1.100/100.000 nati vivi) e infantile al mondo (161/1.000 nati vivi).
Sistema legislativo e governativo Già dal 1961 Stato indipendente nell’ambito del Commonwealth, la Sierra Leone è una Repubblica. In base alla Costituzione del 1991, il potere esecutivo spetta al presidente della Repubblica, eletto a suffragio diretto; il potere legislativo è esercitato da un’Assemblea nazionale.
Partiti politici
  • Congresso di Tutto il Popolo
  • Partito del Popolo di Sierra leone
  • Coalizione per il Cambiamento
  • Grande Coalizione Nazionale
  • Partito dell’Unità
Sistema giudiziario Il sistema giudiziario si articola nella Corte suprema, nella Corte d’appello, che ha competenze in materia civile e penale e accoglie gli appelli dell’Alta corte, che pure ha competenze illimitate. I tribunali di primo grado e le corti locali, invece si occupano rispettivamente delle questioni penali di minor rilievo e delle questioni che sorgono tra gli indigeni e che non sono di competenza delle altre corti. È in vigore la pena di morte.
Sistema militare

I 10.500 soldati sierraleonesi non detengono più il ruolo predominante che, a livello politico, ricoprivano nei decenni successivi all’indipendenza dal Regno Unito, quando alcuni dei leader saliti al potere provenivano direttamente dai ranghi militari. Tuttavia le forze armate e quelle di polizia sono ancora decisive nelle operazioni di controllo dei confini e delle zone di estrazione diamantifera, così come in quelle di mantenimento dell’ordine e di lotta alla corruzione e ai trafficanti di droga. Inoltre, l’esercito della Sierra Leone si incarica della partecipazione, largamente simbolica, agli organismi multilaterali: un contingente di 5 soldati è impegnato nella missione di peacekeeping delle Nazioni Unite in Sudan (Unamid), mentre alcuni osservatori sono stati presenti in Libano, in Nepal e a Timor Est, rispettivamente tramite le missioni Unifil, Unmin e Unmit.

Sul territorio sierraleonese sono presenti soldati canadesi, giamaicani, nigeriani, statunitensi e inglesi (questi ultimi, rappresentano il gruppo più consistente), arruolati all’interno del team militare internazionale di formazione (Imatt) che dal 2002 ha il compito di assistere e preparare le truppe sierraleonesi nel garantire ordine e sicurezza nel paese.

La stabilità del paese è stata giudicata potenzialmente pregiudicata dalla possibile proliferazione di fenomeni jihadisti già presenti in Africa Occidentale. In particolare, i maggiori pericoli alla sicurezza sono rappresentati dal gruppo di al-Shabaab, quest’ultimo responsabile dell’attentato al centro commerciale di Nairobi del settembre 2013. La Sierra Leone partecipa alla missione dell’Unione Africana in Somalia (Amisom) con 850 uomini. In risposta a ciò, al-Shabaab ha minacciato ripetutamente di sferrare attacchi contro i paesi che contribuiscono alla missione internazionale. Anche se rispetto al Kenya svolge nella missione un ruolo più marginale, Freetown mantiene dunque alto lo stato d’allerta.

Fonti

 

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