Mali: Scheda del Paese

Mali

Popolazione

16,455,903 abitanti concentrati principalmente a Bamako, la capitale, con 2,386 milioni.

Gruppi etnici

  • Mande (50%)

  • Peul (17%)

  • Voltaic (12%)

  • Songhai (6%)

  • Tuareg e Moor (10%)

  • altre minoranze (5% )

Lingue e religioni

  • Francese lingua ufficiale ma ci sono altre 13 lingue nazionali in aggiunta: Bambara 46.3%, Peul 9.4%, Dogon 7.2%, Maraka 6.4%, Malinke 5.6%, Sonrhai 5.6%, Minianka 4.3%, Tamacheq 3.5%, Senoufo 2.6%.

  • Musulmani (94.8%), religioni animistiche africane (2%), Cristiani (2.4%)

Sistema legislativo e governativo

Il Mali è una repubblica parlamentare il cui diritto civile si basa sul modello di diritto civile francese ed è influenzato dal diritto consuetudinari. In Mali il Capo dello Stato viene eletto a suffragio universale diretto con mandato quinquennale, eleggibile per un secondo mandato, e nomina a sua volta il Capo del Governo il quale nomina i ministri. Vi è un’unica Camera, l’Assemblea Nazionale (147 membri eletti per un mandato di 5 anni in un collegio uninominale tramite maggioranza assoluta, con ballottaggio se necessario) che detiene il potere legislativo e il controllo sul governo.

Sistema giudiziario

  • Corte Suprema ( composta da 19 membri organizzati in 3 Camere Civili e una Penale )
  • Corte Costituzionale ( composta da 9 membri)

  • Alta Corte di Giustizia, subordinata alle precedenti e deputata alla giurisdizione di casi di alto tradimento o di reato da parte del Presidente e dei ministri mentre sono in carica

I membri della Corte Suprema sono scelti dal Ministro della Giustizia per un mandato di 5 anni invece i membri della Corte Costituzionale vengono scelti dal Presidente, dall’Assemblea Nazionale e dal Consiglio Supremo della Magistratura: ognuno ne nomina 3 per un mandato rinnovabile di 7 anni.

Sistema militare

  • Esercito

  • Guardia Nazionale

  • Aeronautica della Repubblica del Mali

Conflitti in atto

Il Mali è stato coinvolto per lungo tempo in una controversia con il Burkina Faso, in merito al controllo dell’Agacher, striscia di territorio di confine, ricca di minerali. La controversia culminò nel dicembre del 1985 in un conflitto aperto tra i due stati: il Mali rivendicava la proprietà della zona in quanto abitata da Touareg e gruppi etnici Bellahs, da sempre considerati maliani, mentre le rivendicazioni del Burkina Faso poggiavano sulla legittimità delle frontiere disegnate in epoca coloniale. La guerra scoppiò in seguito all’invio di truppe militari del Burkina Faso nella striscia, apparentemente al fine di effettuare un’operazione di censimento. In seguito a tale invio, il Mali decise di attaccarle. Dopo alcuni giorni di combattimenti, le due parti concordarono una tregua, portando la controversia dinanzi alla Corte internazionale di giustizia, che decretò la divisione della Striscia di Agacher in due parti uguali, da assegnare ai due paesi confinanti.

Nei primi anni ‘90, vari gruppi di Touareg e arabi nomadi presenti nella scarsamente abitata parte settentrionale del Mali, formarono l’MPA (Mouvement Populaire de l’Azawad, Movimento Popolare dell’Azawad), con l’obiettivo di raggiungere l’autonomia per la loro regione d’origine, l’Azawad appunto. Dopo l’accordo di pace raggiunto nel 1991, l’MPA ha smesso di combattere il governo, mentre una fazione separatista denominata FIAA (Front Islamique Arabe de l’Azawad, Fronte Islamico Arabo di Azawad), non ha sostenuto l’accordo e dal 1994 ha continuato la lotta in modo autonomo. Durante tale periodo, sia il governo del Mali che il FIAA sono stati protagonisti di azioni militari a danno di vittime civili.

Nel 1995, il FIAA ha accettato di reintegrarsi nel processo di pace, dichiarando al tempo stesso un cessate il fuoco permanente che ha portato al termine delle ostilità nel territorio.

Ancora oggi tuttavia la guerra nel territorio dell’Azawad imperversa mietendo migliaia di vittime.¹

Bambini soldato

In Mali, come in molti altri Paesi in guerra, l’utilizzo dei minori come soldati è ampiamente diffuso.

Nonostante il 01/07/2013 il Mali abbia firmato un protocollo d’intesa con l’Onu dove sono state indicate le linee guida per il trattamento dei minori assoldati dagli eserciti per combattere, tra cui il rilascio o il trasferimento in unità di protezione dell’infanzia e il reinserimento dei bambini nella società, la realtà è molto diversa: le autorità continuano a trattare minori e adulti in ugual modo violando così il diritto internazionale e soprattutto l’infanzia di bambini che a causa della guerra hanno perso da tempo l’innocenza e le loro famiglie.

Ad agosto 2014 Amnesty International ha denunciato questo fenomeno evidenziando il fatto che nelle carceri non è raro trovare ragazzi sotto i 15 anni, i quali vengono spesso accusati di essere membri di gruppi armati e detenuti insieme agli adulti senza consulenza legale.²

Fonti:

Per quanto riguarda le notizie su popolazione, società e forme di governo

Per i conflitti in atto

Per i bambini soldato

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