Il Tribunale di Venezia riconosce protezione sussidiaria a cittadino maliano per la persistente violenza nel paese (18/02/16)

Tribunale Ordinario di Venezia, Terza Sezione Civile, ordinanza del 18 febbraio 2016 della dott.ssa Monica Manzato. Caso Mali.

Nel caso di specie il Giudice di prime cure ha esaminato la domanda di protezione sussidiaria ovvero umanitaria di un cittadino maliano, proveniente dalla regione di Kayes, nel sud del Mali. Il richiedente era un commerciante al quale dei banditi, a distanza di poco tempo, hanno dapprima ucciso una dipendente e bruciato il negozio e poi, tentato di nuovo una rapina al fine di sottrargli la merce da vendere, una volta ripresa l’attività.

La Commissione Territoriale aveva escluso che il richiedente avesse i requisiti per accedere alla tutela sussidiaria o umanitaria, non considerando rilevante la storia personale sotto il profilo del pericolo prospettato dalle rispettive fonti legislative nazionali ed internazionali e reputando inoltre il sud del Mali un’area libera da violenze indiscriminate e quindi, sicura per i cittadini. È importante sottolineare che, in tal caso, il Giudice ha applicato il ragionamento giuridico affermato dalla Corte di Cassazione con la ord. 07.07.2014 n. 15466 per cui, per poter escludere la protezione sussidiaria nell’ipotesi ex art. 14 lett. c) d.lvo 251/2007, ovvero nel caso in cui il cittadino sia soggetto ad una minaccia grave ed individuale alla vita o alla persona derivante da violenza indiscriminata in situazione di conflitto armato interno o internazionale, vanno osservate due condizioni: una oggettiva, che si riferisce all’area di appartenenza o all’intero paese ed un’altra soggettiva, che riguarda la condizione personale.

<<La prima deve essere caratterizzata da riscontro rigoroso dell’effettività del controllo delle situazioni e degli episodi di violenza collettiva o privata (quando caratterizzata da frequenza quotidiana o da cadenze temporalmente significative) da parte delle autorità statuali; la seconda che il rientro esponga il cittadino straniero al pericolo per la sua incolumità fisica o psichica pur se non ricollegabile in via diretta e causale alla condizione soggettiva narrata (…) essendo sufficiente tratteggiare una situazione nella quale alla violenza diffusa e indiscriminata non sia contrapposto alcun anticorpo concreto delle autorità statuali>>.

Il Giudice, ottemperando al proprio dovere­potere di approfondire l’istruttoria volta a conoscere l’ordinamento giuridico e la situazione politica del paese di provenienza, ha consultato e richiamato in ordinanza un lungo elenco di notizie relative ad atti terroristici perpetrati in tutto il Mali, anche contro civili e operatori delle Forze di Pace dell’Onu,giungendo alla conclusione che <<in questo paese è presente una situazione di scontro tra gruppi armati e di violenza diffusa non controllabile dalle autorità statali, tale da integrare la nozione di conflitto armato di cui all’art. 14, lett.c del D.lgs 251/2007>>.

Il procedimento si è concluso con il riconoscimento della protezione sussidiaria.

(redattrice della massima dott.ssa Rosa Scapino; caso a cura dell’avv.ta Chiara Pernechele )

Leggi l’intero dispositivo