Protezione sussidiaria a un cittadino del Gambia perseguitato a causa del suo orientamento sessuale (Tribunale Ordinario di Venezia del 04/03/16)

Tribunale Ordinario di Venezia, Terza sezione civile, ordinanza del 04 marzo 2016 della dott.ssa Sandra Passadore – Caso Gambia.

Il caso di specie riguarda un cittadino gambiano omosessuale, sottoposto a processo in ragione del proprio orientamento sessuale.

Il procedimento, instauratosi a seguito di ricorso ex art. 35 D.lgv. 25/2008, si è concluso con un accoglimento parziale, in quanto il Giudice di Prime Cure ha ritenuto di riconoscere la protezione sussidiaria e non la più ampia tutela concessa ai rifugiati.

Il Giudice, infatti, dando rilievo al rischio effettivo di subire un grave danno in caso di rientro del richiedente, derivante dall’applicazione di una sanzione sproporzionata e discriminatoria, ha ritenuto di concedere la protezione sussidiaria ai sensi dell’art. 14 D.lgv 251/2007 e ss., invece di quella disciplinata dall’art. 7 del D.lgv 251/2007, riconosciuta a chi viene perseguitato in ragione dell’appartenenza ad un determinato gruppo sociale, in questo caso, gli omosessuali.

L’Autorità ha formato il proprio convincimento sulle prove documentali allegate dal ricorrente dalle quali è emerso che realmente, al momento in cui il richiedente ha lasciato il Gambia, era pendente nei di lui confronti un procedimento penale in ragione del proprio orientamento sessuale.

Secondo la legislazione vigente, qualora rientrasse nel Paese, potrebbe essere condannato all’ergastolo. Di tale ordinanza, si ritiene di evidenziare il principio, già espresso in passato dalla Corte di Cassazione[1], secondo cui la fase giudiziale comporta una nuova e integrale valutazione della domanda già proposta dinnanzi alle Commissioni Territoriali. Ciò assume rilievo nell’ottica di un possibile mutamento in positivo della tutela del richiedente protezione internazionale, il quale abbia ricevuto un diniego in prima istanza. Di seguito, un estratto dell’ordinanza:

<<(…) l’opposizione ex art. 35 D.lgv. 25/2008 attribuisca all’autorità giudiziaria adita l’onere dell’integrale riesame della domanda inoltrata alla Commissione Territoriale di modo che il giudizio così instaurato non sia vincolato esclusivamente ai motivi di opposizione ma comporti un completo riesame della domanda presentata in sede amministrativa sia con riferimento al riconoscimento dello status di rifugiato che in ordine alla protezione sussidiaria o al rilascio di un permesso sostenuto da ragioni umanitarie o da obblighi internazionali o costituzionali diversi da quelli derivanti dall’art. 3 CEDU o da quelli indicati nel D.lgv. 251/2007 art. 14 lett. c)>>.

[1]Corte di Cassazione, sentenza n. 6480 del 24.03.2011

(redattrice della massima dott.ssa Rosa Scapino; caso a cura dell’avv.ta Chiara Pernechele )

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