Un’altra sentenza a favore di un cittadino gambiano, in base alla persecuzione omofoba attuata dal governo del Gambia (Tribunale di Venezia 15/09/16)

Tribunale Ordinario di Venezia, Terza Sezione Civile, ordinanza del 16 settembre 2016 della dott.ssa Giuriolo Anita. Caso Gambia.

Il caso di specie ha come protagonista un cittadino gambiano, il quale ha subito la carcerazione a causa del suo orientamento sessuale. Liberato su cauzione, egli è fuggito prima di subire il processo per “un-natural sex offence”. Ritenendo la vicenda personale non credibile, la Commissione Territoriale ha escluso che si trattasse di un soggetto realmente vulnerabile e quindi, meritevole di protezione. Dinnanzi al Giudice di prime cure, il ricorrente ha confermato la propria vicenda, introducendo, tra le altre, prova di aver attuato un percorso personale di ri-elaborazione della relazione omosessuale vissuta. Dissipati i dubbi relativi all’asserita omosessualità, l’Autorità si è espressa nel senso di concedere al ricorrente la protezione sussidiaria, ai sensi dell’art. 14 D.lgv 251/2007 e ss., in considerazione del fondato rischio di subire un danno grave in caso di rientro in Gambia per i seguenti motivi:

(…) per quanto riferito dalle fonti consultate (Amnesty International –Ecoi.net – HRW- europinione – internazionale) che è attestata in Gambia una grave violazione dei diritti umani imputabile all’autorità di governo in ragione di sparizioni forzate, detenzioni arbitrarie, attacchi alla libertà di espressione, la ripresa dell’utilizzo della pena capitale, la discriminazione e gli attacchi immotivati all’orientamento sessuale e all’identità di genere. Da tempo i Paesi occidentali hanno aspramente criticato il mancato rispetto dei diritti umani nel Paese africano e tanto gli Usa quanto la Ue hanno diminuito gli aiuti umanitari al Gambia. Per contro, molti aiuti arrivano invece dai Paesi musulmani, ben disposti ad aiutare uno Stato in cui il 95% della popolazione è islamica. L’Assemblea Nazionale del Gambia ha approvato una legge che prevede il carcere a vita per “il reato di omosessualità”. La legge prevede l’ergastolo per quella che è definita “omosessualità aggravata” ovvero coloro che ripetono il presunto crimine in forma recidiva, oppure le persone che hanno contratto l’Hiv, considerato un aggravante all’essere gay. In questa situazione merita accoglimento la domanda del ricorrente di concessione della protezione sussidiaria”.

(redattrice della massima dott.ssa Rosa Scarpino; caso a cura dell’avv.ta Chiara Pernechele)

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