Uno sguardo sul Pakistan

Situazione storico-politica

Situato in uno stretto corridoio di terra affacciato sul Mar Arabico e circondato da imponenti vicini, il Pakistan è nato come Stato per dare una terra politicamente riconosciuta agli indiani di religione musulmana, in un’atmosfera caratterizzata fin dagli esordi da violenti scontri politici e religiosi.
La sua creazione, se da un lato ha contribuito alla formazione di una coscienza identitaria tra i musulmani presenti nel Paese, dall’altro non è servita a risolvere il problema della loro unitarietà politica.
Stanziata in due aree lontane tra loro oltre 1500 km, la popolazione musulmana pakistana è rimasta di fatto divisa in due regioni spaziali distinte (il Pakistan Occidentale e il Pakistan Orientale), divisione che è stata poi ratificata ufficialmente nel corso degli anni Settanta del Novecento con la costituzione in Stato autonomo della sua sezione orientale (il Bangladesh). Da allora, i rapporti tra le diverse componenti religiose ed etniche del Paese e la situazione politica interna sono stati costellati da un susseguirsi di crisi politiche e colpi di stato militari. Su questa difficile trama interna si è innestato anche il condizionamento esercitato dai partner internazionali e dai vicini asiatici, con cui il Pakistan intrattiene da sempre legami di natura antitetica. Ciascuno di questi, per motivi diversi, risulta essere protagonista di un fronte particolarmente caldo: l’India per l’irrisolta questione della rivendicazione del Kashmir; l’Afghanistan per le sue permeabili frontiere, passaggio privilegiato dei traffici illeciti di droga, armi, beni di consumo del mercato clandestino; in ultimo le potenze occidentali che, se da un lato chiamano il Pakistan ad allinearsi nella lotta al terrorismo internazionale e al traffico di droga, dall’altro costituiscono i principali mercati di consumo e smercio di ciò che transita illecitamente dai suoi confini nazionali.
http://www.sapere.it/enciclopedia/Pakistan.html

Situazione educativa e sanitaria

Situazione educativa
La struttura del sistema scolastico in Pakistan segue il modello inglese: sei classi per la scuola primaria e cinque classi per la scuola secondaria. La scuola primaria dura cinque anni, ma solo l’87% dei bambini pakistani termina la scuola primaria. La scuola secondaria dura quattro anni e termina dopo aver superato un esame.
Il tasso di alfabetizzazione varia dal 96% a Islamad al 28% nel distretto Kohlv. I tassi di alfabetizzazione variano comunque a livello regionale, in particolare al sesso.
Il Pakistan produce circa 445.000 laureati ogni anno. Nonostante queste statistiche, questo Paese ha ancora uno dei tassi di analfabetismo più alti al mondo e possiede la seconda più grande popolazione di studenti che abbandona la scuola (5,1 milioni di bambini) dopo la Nigeria.
Anche l’alfabetizzazione degli adulti è un grande problema da affrontare. Un programma governativo ha iniziato a rendere gli adulti capaci di leggere in Urdu e il piano sembra aver prodotto qualche risultato, ma l’alfabetizzazione di essi rimane ancora molto bassa e manca un’adeguata infrastruttura.
La discrepanza tra le aree rurali e urbane è molto evidente. Il numero di scuole nelle aree rurali è molto inferiore e lo stesso accade per il numero di iscrizioni, specialmente il numero di iscrizioni femminili.
La discriminazione di genere nel campo dell’istruzione si verifica tra le famiglie più povere ed è inesistente tra le famiglie ricche. Solo il 18% delle donne pakistane hanno ricevuto dieci o più anni di scolarizzazione.
C’è, inoltre, una grande differenza nei tassi di iscrizione dei maschi rispetto alle femmine. L’iscrizione alla scuola primaria per le femmine è del 60% rispetto all’84% dei maschi. Il tasso di iscrizione alla scuola secondaria è pari al 32% per le femmine e al 46% per i maschi. La regolare frequenza scolastica per gli studenti di sesso femminile è stimato al 41%, mentre quella per gli studenti di sesso maschile è del 50%.
In Pakistan, la qualità dell’istruzione continua ad avere una tendenza al calo.
Questo scarso rendimento nel settore dell’istruzione è causato principalmente dal basso livello di investimenti pubblici. Inoltre la ripartizione dei fondi governativi è sbilanciata verso l’istruzione superiore, permettendo solo alle classi di reddito superiore ad accedere alla maggior parte dei benefici proveniente dalla sovvenzione pubblica per l’istruzione.
http://www.ladifferenza.it/IMG/_article_PDF/article_184.pdf
https://en.wikipedia.org/wiki/Education_in_Pakistan
Situazione sanitaria
Il Sistema Sanitario del Pakistan è inadeguato, sotto finanziato e focalizzato nelle aree urbane.
La sanità è presente prevalentemente nel settore privato, il quale rappresenta circa l’80% di tutte le visite negli ambulatori.
Questa situazione è causata da diversi fattori. Il numero degli ospedali, dei medici, del personale paramedico e delle medicine è insufficiente. Da una parte, questo è dovuto alla mancanza di attenzione da parte del governo nei confronti della salute in termini di assegnazione di fondi; dall’altre parte vi è una mancanza di nuove politiche per quanto riguarda la cura della salute.
Ogni anno centinaia di studenti si laureano in medicina, ma scelgono di non andare nelle zone meno sviluppate, in quanto queste aree non possono offrir loro una vita confortevole. Come risultato, le persone risiedenti nelle aree rurali sono costrette a farsi curare in ospedali urbani, mettendo così vincoli enormi alle loro risorse. Spesso la mancanza di mezzi di trasporto si traduce in pazienti che hanno perso la loro vita ancora prima di aver raggiunto il centro medico. Infine vi è una carenza di paramedici qualificati e di personale infermieristico.
Tutto questo porta i pazienti più poveri e le loro famiglie a scegliere dei trattamenti praticati da ciarlatani e da persone senza licenza medica.
Le più comuni e letali malattie in Pakistan sono:
  • Infezione acuta delle vie respiratorie (51%), tra le vittime più vulnerabili vi sono i bambini il cui sistema immunitario è stato indebolito dalla malnutrizione;
  • Epatite virale (7,5%) in particolare quella di tipo B e di tipo C, con quasi 12 milioni di individui infettati dal virus;
  • Malaria (16%) che colpisce la popolazione più povera date le condizioni antigeniche e la presenta di corpi idrici stagnanti nelle aree rurali e nelle baraccopoli;
  • Diarrea (15%);
  • Dissenteria (8%);
  • Scabbia (7%).
Il Pakistan è uno dei pochi paesi in cui la poliomielite non è ancora stata debellata. Anche l’AIDS è fortemente presente.
Per quanto riguarda la malnutrizione, In Pakistan, quasi metà dei bambini sotto i cinque anni soffre di malnutrizione cronica e un altro 15% è affetto da malnutrizione acuta letale. Il risultato di questi numeri spaventosi è che quasi il 35% della mortalità infantile nel paese è legata alla malnutrizione. Ma nell’aprile 2013 il Pakistan ha compiuto un passo fondamentale nella lotta contro la malnutrizione aderendo allo Scaling Up Nutrition (SUN), un movimento che coinvolge donatori e partner e ha l’obiettivo di aumentare l’intervento nutrizionale dove è più necessario. È anche impegnato a sviluppare e attuare piani nutrizionali a livello nazionale e locale a sostegno dei cittadini più vulnerabili.
https://en.wikipedia.org/wiki/Health_care_in_Pakistan
http://tbt.beaconhouse.net/index.php?page_id=11&content_id=181
http://www.azionecontrolafame.it/paesi/pakistan

Violazione dei Diritti Umani

La situazione dei diritti umani in Pakistan è molto complessa a causa della diversità del Paese, della grande popolazione e dello status di un paese in via di sviluppo.
La maggior parte delle leggi in Pakistan sono laiche, alcune delle quali ereditate dal dominio coloniale del Regno Unito. Tuttavia, in pratica, la dura legge del Sharia ha la precedenza sulla legge pakistana. Quelli che sono considerati i diritti umani fondamentali e i delitti minori, nella maggior parte del mondo civilizzato, portano alla pena di morte in Pakistan.
La libertà di stampa è consentita, ma eventuali rapporti critici sulla politica del governo o nei confronti dei militari sono censurati. I giornalisti devono spesso affrontare minacce diffuse e violenze, facendo del Pakistan uno dei peggiori paesi per lavorare come giornalista.
Siti web come YouTube e molti altri sono bloccati dal governo per presunta violazione delle leggi sulla blasfemia. I siti web che criticano il governo o l’esercito o che espongono le violazioni dei diritti umani delle minoranze o che sono percepiti come blasfemi sono tutti regolarmente bloccati.
Le forze di sicurezza hanno violato i diritti umani nel corso delle operazioni antiterrorismo in Balochistan e altrove. I sospetti vengono spesso detenuti senza accusa e condannati senza un giusto processo. Migliaia di persone percepiti come sospetti terroristi continuano ad essere detenuti illegalmente. Inoltre l’esercito continua a negare ad avvocati, parenti o agenzie umanitarie l’accesso ai prigionieri.
L’Agenzia di Intelligence del Pakistan, Inter-Services Intelligence (ISI), e le forze dell’ordine sono stati accusati di arresti e sequestri di leader politici che hanno presentano programmi politici basati su una maggiore autonomia o sulla libertà. Sono stati anche accusati di aver arrestato degli studenti attivisti ed insegnanti che hanno protestato contro lo sfruttamento del governo pakistano.
La violenza domestica in Pakistan è un problema sociale endemico. Secondo uno studio effettuato nel 2009 da Human Rights Watch, stima che il numero delle donne e delle ragazze che hanno subito qualche forma di abuso variano tra il 70% e il 90%. Human Rights Watch ha inoltre detto in un rapporto pubblicato nel 2014 che “la violenza contro le donne e le ragazze, tra cui lo stupro, delitti d’onore, attacchi con l’acido, violenza domestica e il matrimonio forzato, rimangono tutti dei gravi problemi in Pakistan. Ma, nonostante gli elevati livelli di violenza, il parlamento non è in grado di emanare leggi per prevenire le violenza e proteggere le donne”.
Si stima che circa 5000 donne vengono uccise ogni anno a causa della violenza domestica, con migliaia di altre donne mutilate o rese disabili.
La maggior parte delle vittime non fanno ricorso legale. Le forze dell’ordine non considerano questo genere di violenza come un crimine e di solito si rifiutano di registrare tutti i casi portati a loro. Visti i pochi rifugi per le donne nel paese, le vittime hanno un limitata capacità di fuggire da queste situazioni di violenza.
La maggiore organizzazione non governativa indipendente, la Commissione per i diritti umani del Pakistan (HRCP), ha pubblicato un resoconto di 320 pagine intitolato “Stato dei diritti umani 2004”. Il rapporto traccia un quadro drammatico sulla situazione dei diritti umani nel paese. In particolare, l’indagine mostra una crescita delle violazioni dei diritti umani nei confronti di donne e bambini. La difficile situazione economica e sociale insieme alla crescita degli abusi fisici e sessuali rappresentano la maggiore minaccia per i bambini pakistani. L’assenza di una politica governativa aggrava una situazione già critica: molti bambini sono malnutriti, privi di educazione e di accesso ad acqua potabile e cure mediche.
Il Pakistan è noto per le sue diffuse discriminazioni contro le minoranze religiose, con attacchi contro le comunità dei Cristiani, Hindù, Ahmadiyya, Shia, Sufi e Sikh. Il 28 luglio del 1994, Amnesty International ha richiesto al primo ministro del Pakistan, Benazir Bhutto, di cambiare la legge perché veniva utilizzata per terrorizzare le minoranze religiose. Tuttavia ha portato solamente ad una legge più moderata.
https://en.wikipedia.org/wiki/Human_rights_in_Pakistan
http://www.asianews.it/notizie-it/Diritti-umani-in-Pakistan:-miseria-e-violenze-contro-bambini-e-donne-2554.html

Sistema di giustizia

La magistratura del Pakistan è un sistema gerarchico suddiviso in due corti: la magistratura superiore e la magistratura subordinata (o inferiore). La magistratura superiore è composta dalla Corte Suprema del Pakistan, dalla Corte federale Shariat e da cinque Alte Corti, con la Corte Suprema al vertice.
La Costituzione del Pakistan affida alla magistratura superiore l’obbligo di preservare, proteggere e difendere la Costituzione. Né la Corte Suprema, né una Alta Corte può esercitare la propria giurisdizione in materia di aree tribali, salvo diversa disposizione. La contestata regione del Kashmir e del Gilgit-Baltistan hanno sistemi giudiziari separati.
La magistratura subordinata (o inferiore) è costituita da tribunali distrettuali civili e penali e numerosi tribunali specializzati che si occupano del sistema bancario, assicurativo, delle dogane, del contrabbando, della droga, del terrorismo, della fiscalità, dell’ambiente, della tutela dei consumatori e della corruzione.
https://en.wikipedia.org/wiki/Judiciary_of_Pakistan
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